lunedì 14 settembre 2015
......CHI SI FERMA E' PERDUTO!
Sorridono felici Osama Al-Ghadab e il piccolo Zied nel selfie scattato dal figlio più grande Mohamed. Ce l'hanno fatta, sono arrivati in Germania. Il padre e il figlio che si sono distinti, loro malgrado, dal flusso di rifugiati siriani in fuga dall'Ungheria per lo sgambetto della reporter Petra Laszlo. Dopo 12 giorni di viaggio, la fatica, la tortura nelle carceri dell'Is, Osama, ex allenatore di calcio, è riuscito a riunire la sua famiglia. Una conquista immortalata in una foto che sa di riscatto, che l'italiano Giovanni Pisu ha diffuso su Facebook per poi essere rilanciata e condivisa da migliaia di utenti.
da Repubblica.it
sabato 12 settembre 2015
Cristian Kempf
"Che il vento, soffiando nei vostri capelli,
vi porti il palpitare della vita.
Che i vostri piedi lascino nella polvere
orme di speranza.
Che nell’oscurità
voi udiate battere il cuore del prossimo.
Che le vostre mani si protendano
come porte che si aprono.
Che le vostre bocche trasmettano
quanto vi è stato dato di ricevere.
Che le vostre orecchie colgano
quello che le parole dicono solo a metà.
E che l’amore del Signore vi accompagni
anche là dove non vorreste andare".
vi porti il palpitare della vita.
Che i vostri piedi lascino nella polvere
orme di speranza.
Che nell’oscurità
voi udiate battere il cuore del prossimo.
Che le vostre mani si protendano
come porte che si aprono.
Che le vostre bocche trasmettano
quanto vi è stato dato di ricevere.
Che le vostre orecchie colgano
quello che le parole dicono solo a metà.
E che l’amore del Signore vi accompagni
anche là dove non vorreste andare".
UN GESTO RADICALE,SIMBOLICO E CONCRETO
Niente Comunione «in segno di lutto per i migranti»
Genova – Durante la messa nella sua chiesa di San Torpete, nel centro storico del capoluogo ligure, don Paolo Farinella ha deciso di proporre ai parrocchiani «il “digiuno eucaristico” come segno di lutto e condivisione con i migranti della loro odissea, che definire disumana è ancora non dire nulla», come ha spiegato in seguito lo stesso prete.
Don Farinella, dopo avere pronunciato una lunga omelia dedicata proprio alla questione dell’immigrazione, ha «avuto l’ispirazione» di sospendere il rito della Comunione: «Possono i cristiani celebrare l’eucaristia mentre Cristo è marchiato col pennarello indelebile sul braccio , gesto simile a quello dei nazisti sugli impotenti ebrei? Possiamo continuare a dirci cristiani mentre la Lega sproloquia razzismo exenofobia a tutto spiano, mentendo e bestemmiando il nome di Dio che pure dicono di onorare? Possiamo impunemente accostarci alla Comunione, senza prima riconciliarci con coloro che hanno la colpa di vivere in paesi armati dai nostri governi?».
Dopo avere riflettuto su questo, il parroco ha sottoposto la sua idea ai presenti e «mi è parso che tutti fossero d’accordo, così alle 11.34 ho chiuso salutando tutti: scelta giusta?».
da:ilsecoloXIX
Genova – Durante la messa nella sua chiesa di San Torpete, nel centro storico del capoluogo ligure, don Paolo Farinella ha deciso di proporre ai parrocchiani «il “digiuno eucaristico” come segno di lutto e condivisione con i migranti della loro odissea, che definire disumana è ancora non dire nulla», come ha spiegato in seguito lo stesso prete.
Don Farinella, dopo avere pronunciato una lunga omelia dedicata proprio alla questione dell’immigrazione, ha «avuto l’ispirazione» di sospendere il rito della Comunione: «Possono i cristiani celebrare l’eucaristia mentre Cristo è marchiato col pennarello indelebile sul braccio , gesto simile a quello dei nazisti sugli impotenti ebrei? Possiamo continuare a dirci cristiani mentre la Lega sproloquia razzismo exenofobia a tutto spiano, mentendo e bestemmiando il nome di Dio che pure dicono di onorare? Possiamo impunemente accostarci alla Comunione, senza prima riconciliarci con coloro che hanno la colpa di vivere in paesi armati dai nostri governi?».
Dopo avere riflettuto su questo, il parroco ha sottoposto la sua idea ai presenti e «mi è parso che tutti fossero d’accordo, così alle 11.34 ho chiuso salutando tutti: scelta giusta?».
da:ilsecoloXIX
A PIEDI NUDI PER L'ITALIA
A piedi nudi nello «stivale». Da Venezia a Palermo, la marcia per l’accoglienza ai rifugiati riempie le città nel vuoto della politica. Mentre alle frontiere europee Orbán annuncia l’arresto per i migranti «illegali». E alla vigilia del vertice di lunedì, tra i governi dell’Unione la confusione regna sovrana.
ESSERE
"L'uomo non è la somma di quello che ha, ma la totalità di quello che non ha ancora, di quello che potrebbe avere."(Jean-Paul Sartre)
mercoledì 9 settembre 2015
martedì 8 settembre 2015
PARROCCHIE APERTE?
Bisognerà attendere qualche settimana per capire se l’appello di papa Francesco, durante l’Angelus
di domenica scorsa a San Pietro, alle parrocchie e agli istituti religiosi affinché accolgano i migranti
(«ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario d’Europa ospiti una
famiglia di profughi, incominciando dalla mia diocesi di Roma») avrà effetti concreti o cadrà nel
vuoto e coinvolgerà solo una minoranza delle comunità cattoliche, quelle che già da anni lavorano
con i migranti.
Dipenderà innanzitutto dai vescovi, che Bergoglio ha richiamato in prima persona («Mi rivolgo ai
miei fratelli vescovi d’Europa, perché nelle loro diocesi sostengano questo mio appello»), e dalla
loro volontà di stimolare e aiutare i parroci. La maggior parte tace, almeno per ora, ma qualcuno ha
già risposto: il vescovo di Avezzano (Aq), Santoro – questa estate attaccato dai neofascisti di Forza
Nuova che affissero di fronte alla cattedrale lo striscione «Per il vescovo prima i clandestini, per
Forza Nuova prima gli italiani». –, ha annunciato che ospiterà a casa sua una famiglia di profughi; il
vescovo di Cagliari, Miglio, ha cominciato ad organizzare l’accoglienza insieme alla Caritas sulla
base della disponibilità ricevuta dalle parrocchie; e la Cei ha fatto sapere che se ne parlerà al
prossimo Consiglio episcopale, il 30 settembre, per «individuare modalità e indicazioni da offrire a
ogni diocesi». In Europa, i vescovi francesi hanno diffuso una nota in cui si dice che «questo
appello ci stimola e ci invita a continuare e ad incrementare le nostre azioni nei confronti dei
rifugiati». Altri invece hanno già fatto sapere che non se ne parla proprio, come il cardinale Erdö,
arcivescovo di Budapest e primate di Ungheria, il quale – in grande sintonia con il premier Orbán –
ha spiegato che la Chiesa ungherese non può rispondere all’appello del papa perché dare ospitalità a
migranti irregolari in transito è «illegale».....Poi ci sono i parroci. Molti sono stati “spiazzati” dall’appello del papa. Altri, pur facendo presenti le
difficoltà pratiche – l’allestimento degli spazi – e amministrative, si dicono pronti. «Questo appello
è un incoraggiamento per noi e sarà efficace anche per superare le perplessità di qualche
parrocchiano», spiega don Ben Ambarus,parroco dei
Ss. Elisabetta e Zaccaria a Prima Porta a Roma. «Inoltre –
aggiunge – se tutti si attiveranno, questo sarà il miglior antidoto ai luoghi comuni e agli slogan
razzisti, perché i migranti incontreranno delle persone, racconteranno le loro storie e tanti pregiudizi
svaniranno». Don Nandino Capovilla, parroco a Marghera: «È un invito alla concretezza che va
accolto, non è più sufficiente organizzare corsi di italiano e partite di calcio». Don Tommaso
Scicchitano, parroco a Donnici, periferia di Cosenza, che ha subito rilanciato su Facebook l’appello :«papa Francesco ha chiesto ad ogni parrocchia di accogliere una famiglia di profughi. Che
facciamo? Gli diciamo di no?». Don Andrea Bigalli,
parroco a Sant’Andrea in Percussina (Fi): «Sono parole in linea con il Vangelo, non si può fare
diversamente. Poi però bisognerà anche fermare la guerra, il traffico di armi e le mafie che
gestiscono il traffico dei migranti».
Con 130mila parrocchie in Europa, 27mila in Italia, migliaia di istituti religiosi e conventi, più tutti
gli immobili riconducibili direttamente al Vaticano, il problema
ospitalità sarebbe risolto. Molti di questi spazi, però, sono già stati riconvertiti in alberghi e bed &
breakfast. Tanto che il prefetto di Roma Gabrielli, nello scorso maggio, a margine di una riunione
per trovare qualche centinaio di posti per i migranti arrivati in città, raccontò che furono proprio
diversi istituti religiosi a dire no «perché vedono nel Giubileo maggiori possibilità di business».
Chissà se adesso il papa avrà più successo.
Luca Kocci in “il manifesto”
Luca Kocci in “il manifesto”
lunedì 7 settembre 2015
PERCHÉ SIA UNA BUONA SCUOLA
Per qualcuno oggi è stato il primo giorno di scuola,per qualcun altro lo sarà la prossima settimana, ma a tutti gli studenti e ai loro insegnanti-educatori va il mio augurio di un " BUON ANNO DI CONOSCENZA,DI ESPERIENZA,DI FORMAZIONE E DI CRESCITA!" e ricordate che come diceva il latino Catone: <<Non vergognarti di volere che ti sia insegnato ciò che non sai. Saper qualcosa è fonte di lode, mentre è una colpa non voler imparare nulla.>>
A.B.
A.B.
venerdì 4 settembre 2015
mercoledì 2 settembre 2015
MIGRANTES
«Ci sono nel mondo 250 milioni di persone che vivono in Paesi ed anzi in continenti diversi da quelli dove sono nati. Duecentocinquanta milioni di emigrati. Questo è il problema. Non è affatto detto che sia un male, anzi, il fatto che gli abitanti del pianeta si mescolino tra loro è un bene, biologico, economico, sociale, culturale. Ma suscita problemi a volte gravi e addirittura gravissimi: rivolte, guerre, terrorismo, mafia. Insomma il peggio del peggio invece del meglio del meglio come potrebbe e dovrebbe accadere».
Romano Prodi intervistato da Eugenio Scalfari.
Romano Prodi intervistato da Eugenio Scalfari.
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