giovedì 16 luglio 2026

IL MONDO IN UN VAGONE

Una ragazza attira la mia attenzione. Nel vagone colmo di gente è l’unica che tiene tra le mani un libro. Non resisto alla tentazione di sbirciare la copertina: La giornata di uno scrutatore. Un classico, letteratura impegnata. Sotto al libro la ragazza tiene tra le mani anche lo smartphone, ma a differenza del 90 % degli altri passeggeri non ne guarda lo schermo. Lo sta usando per ascoltare della musica. Chissà, quale colonna sonora avrà scelto per Italo Calvino? Alle orecchie ha quelle cuffie senza fili che ti fanno assomigliare ad un androide. Ma sulla metropolitana di Roma a metà mattina molti passeggeri più che androidi sembrano zombies. Lo sguardo perso, o meglio fisso, sullo schermo del proprio telefono. E il pollice che “scrolla”, che fa cioè quel movimento dal basso verso l’alto, in modo meccanico, quasi febbrile, per scorrere le news, i post, i video del momento. Non sono molto diversi, a ben guardare, dal giocatore d’azzardo ammaliato dalla pallina sulla roulette, dalle combinazioni della slot machine o dalle caselle dell’ennesimo gratta e vinci. Tutti vicini, eppure lontanissimi, ciascuno concentrato, quasi ipnotizzato, su quel piccolo specchio palmare che ti risucchia in una realtà parallela e ti impedisce di vedere chi hai fisicamente accanto. Un divertissement potenzialmente infinito. Roba da rubarti l’anima. Immuni al sortilegio sembrano, nel vagone, solo una coppia di innamorati che si sorridono guardandosi negli occhi, un gruppetto di amici che scherzano con l’allegria chiassosa dell’adolescenza, due badanti che confabulano tra loro in una lingua sconosciuta, eppur familiare, che porta in sé tutta la dura malinconia dei Balcani. Quasi a ricordarci che il telefono alla fine è solo un surrogato e che forse gran parte del suo successo deriva dalla povertà delle nostre relazioni e dalla paura che abbiamo del silenzio, della solitudine, della fatica. Sulla stessa tratta della metropolitana a tarda sera lo spettacolo è ben diverso. Manca poco a mezzanotte. C’è qualche turista che approfitta delle ultime corse per tornare in hotel e intanto riguarda e condivide foto della giornata sull’immancabile e non ancora scarico telefonino. Ma soprattutto ci sono loro. Decine di lavoratori dalla camicia bianca e dalla pelle scura o ambrata che tornano a casa. È facile capire che si tratta soprattutto di camerieri, inservienti, lavapiatti, addetti alle pulizie di alberghi e ristoranti della capitale. Sono indiani, filippini, alcuni nordafricani. Nessuno di loro ha voglia di guardare il telefono. Si respira la loro stanchezza, eppure sorridono, scambiano qualche parola, aspettano solo di potersi togliere le scarpe. Salendo sul vagone ho pensato per un attimo di non trovarmi più a Roma, ma a Nuova Delhi. Ma a pensarci bene avremmo potuto essere in una qualunque delle grandi metropoli di questo mondo globalizzato. Magia della metropolitana che, senza uscire dal perimetro di una città, ti fa vedere il mondo intero, con la sua magnifica umanità. 

(Alessio Graziani su SIR, Servizio Informazione Religiosa)

DIFENDIAMO L'ARTICOLO 11

 

Ciao a tutti,

molti pensano che la leva militare sia un capitolo chiuso della nostra storia, ma in Italia la leva non è mai stata abolita: è stata sospesa.

Questo significa che la legge ne prevede già il possibile ripristino in caso di guerra o gravi crisi. Oggi, mentre si torna a parlare con insistenza di riarmo, anche in Italia si è iniziato a parlare di ripristino della leva volontaria.

In alcuni Paesi europei, come in Francia e in Germania, è già avvenuto.

Il ripristino della leva è la richiesta dello Stato di mettere i nostri corpi a disposizione della guerra.

Mentre la cultura della guerra avanza, dalle istituzioni che viviamo ogni giorno può partire la nostra risposta. Per questo ti chiediamo di agire subito con l'iniziativa: “Questo Comune obietta la guerra”.

Chiediamo che i Sindaci d’Italia diano un segno concreto del loro ripudio della guerra: rendersi disponibili ad accogliere le dichiarazioni di obiezione di coscienza e comunicarlo alla cittadinanza.

E dare vita a nuovi registri dove tutti i cittadini e le cittadine possano dichiarare l’obiezione di coscienza preventiva alla guerra e al servizio militare.

È un modo di difendere l’Articolo 11 della Costituzione e proteggere la nostra società dalla militarizzazione.

Ecco come puoi fare la tua parte

Informati: scopri su ripudia.it perché l'obiezione di coscienza è uno strumento fondamentale di democrazia e pace.

Scarica il modello: abbiamo preparato una lettera pronta da inviare al tuo Sindaco, che trovi sul sito web di R1PUD1A.

Segnala e agisci: invia il messaggio al tuo Comune e chiedigli di unirsi alla rete di chi sceglie di essere, concretamente, uno spazio di pace.
scopri come coinvolgere il tuo Comune
A presto,
il team di EMERGENCY – R1PUD1A
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mercoledì 8 luglio 2026

Terremoto in Venezuela: Save the children, “famiglie sfollate a rischio infezioni per carenza di acqua e servizi igienici”

A dodici giorni dai violenti terremoti che hanno colpito il Venezuela, migliaia di persone continuano a vivere in tende e accampamenti di fortuna senza un accesso regolare ad acqua potabile e servizi igienici, con un crescente rischio di infezioni e malattie, soprattutto per i bambini. A lanciare l’allarme è Save the Children, che chiede un intervento urgente per “garantire acqua sicura, bagni mobili e assistenza sanitaria nelle aree colpite”. Negli insediamenti informali, denuncia l’organizzazione, centinaia di sfollati condividono uno o due servizi igienici, spesso danneggiati dal sisma, mentre molte persone sono costrette a espletare i propri bisogni all’aperto o a rientrare nelle abitazioni lesionate per utilizzare i bagni. Particolarmente critica la situazione di donne e ragazze, prive di privacy, acqua pulita e prodotti per l’igiene mestruale. Secondo Fatima Andraca, direttrice di Save the Children in Venezuela, “migliaia di bambini sono esposti a una nuova emergenza sanitaria per la mancanza di acqua potabile, docce e servizi igienici”. Il bilancio dei due terremoti del 24 giugno, di magnitudo 7,2 e 7,5, supera i 3.340 morti, mentre, secondo le Nazioni Unite, circa 680mila bambini sono stati colpiti dal disastro. Save the Children, presente nel Paese dal 2018, sta distribuendo kit igienici e beni essenziali, garantendo cure attraverso cliniche mobili e predisponendo spazi sicuri per il supporto psicologico ai minori.


martedì 7 luglio 2026

ANTICA ATTUALITA'

"È meglio correre il rischio di salvare un colpevole piuttosto che condannare un innocente."

 (Voltaire)

venerdì 3 luglio 2026

Invece di armarci potremmo…di: Centro Nuovo Modello di Sviluppo

Ma chi l’ha detto che non ci sono alternative al riarmo? Al contrario, le alternative – oltre che possibili – sono necessarie. È questa la conclusione a cui si giunge dopo aver letto il dossier “Dal militare al sociale” realizzato dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo

Il punto di partenza è il costo delle armi: “nel 2025 l’Italia ha destinato alle spese militari 35,5 miliardi di euro (5,7% di ciò che paghiamo in tasse), ma conta di portarle a 48 miliardi per il 2028. Una scelta dalle conseguenze catastrofiche”. Perciò “le spese militari vanno fermate, non solo perché ce lo chiede l’articolo 11 della Costituzione, ma anche perché ci impediscono di risolvere gli enormi problemi sociali e ambientali che ci rendono la vita difficile”.

L’impostazione del documento è semplice: “Invece di armarci potremmo…”. Partendo da questo presupposto il dossier indica alcune possibili e utili alternative: “soccorrere la sanità pubblica, mettere le scuole in sicurezza, offrire servizi gratuiti all’infanzia, organizzare una buona scuola per tutti, migliorare lo stato sociale, risanare la giustizia, mettere il territorio in sicurezza, risanare la rete idrica, accelerare la transizione energetica, garantire ai migranti un’accoglienza dignitosa, potenziare la cooperazione internazionale, rafforzare il sistema delle Nazioni Unite, investire nella difesa nonviolenta, istituire un corpo civile di pace”. La sintesi di questa visione l’aveva già indicata con chiarezza Sandro Pertini: “Svuotare gli arsenali, riempire i granai”. Sembra utopia, ma in realtà è una scelta razionale. Il dossier dedica una scheda ad ogni proposta alternativa al riarmo, con una stima delle necessità. Si tratta di scegliere che cosa sia meglio per il bene comune.

Il dossier serve a informare per aumentare la consapevolezza. Ma è stato redatto anche per sollecitare chi legge ad attivarsi, scrivendo un messaggio alla classe politica: “Spett.le Presidente del Consiglio, scrivo a Lei con l’intento di raggiungere anche i gruppi parlamentari che sostengono il Suo governo. In ossequio alla sollecitazione dell’on. Pertini ‘Svuotare gli arsenali, riempire i granai’ chiedo che i soldi pubblici siano spesi non per armamenti, ma in sanità, scuola, pensioni, protezione civile e quant’altro possa servire a migliorare la vita dei cittadini. Valuterò l’operato della maggioranza di governo anche in base alle scelte di spesa che effettuerà e ne terrò conto quando sarò chiamato a dare il mio voto”.

Nel 2027 in Italia si terranno le elezioni politiche. La Costituzione ci chiede “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale” (art. 2). Il voto è uno strumento per dare concretezza a questa richiesta, eleggendo persone che si impegnino a realizzare questa “Campagna a difesa dei bisogni sacrificati dalle spese militari”, promossa dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo.

(Rocco Artifoni)

Qui il link al testo completo del dossier 

giovedì 2 luglio 2026

Parola di Vita - Luglio 2026

Gesù, dopo aver parlato in parabole ad una grande folla in riva al lago di Tiberiade, si rivolge ai discepoli e ad essi spiega il significato profondo delle sue parole.

Il protagonista del nostro racconto è la Parola di Dio, paragonata ad un seme piccolo e fragile. I sassi, le spine, gli uccelli possono impedirgli di germogliare, mettere radici, produrre spighe mature, ma il sapiente seminatore ne conosce la sorprendente vitalità.

Attraverso queste immagini, Gesù rivela il rapporto tra l’uomo e la Parola che Dio offre abbondantemente, ma c’è chi la accoglie e chi, per vari motivi, la lascia cadere senza che porti frutto. Nel cuore umano, infatti, la superficialità e le eccessive preoccupazioni materiali minacciano il miracolo della vita soprannaturale, che Dio stesso desidera accendere nelle sue creature.

Anche noi, come i discepoli, siamo invitati da Gesù ad entrare nel mistero umile dell’amore di Dio e, allo stesso tempo, siamo interpellati personalmente su una decisione: quale “terreno” vogliamo essere?

«Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto».

Ascoltare e comprendere: sembra questo il segreto che fa di noi un terreno accogliente, dove il seme della Parola può esprimere la sua forza e portare buoni frutti.

Quanto è preziosa la disponibilità all’ascolto: è lo spazio spirituale per fare posto alla vita di Dio, che sempre ci precede con la sua misericordia, con la pazienza del lavoratore che conosce e rispetta i tempi della maturazione.

Le parole di Dio, come scrive Chiara Lubich, «illuminano interiormente non solo la mente, ma tutto l’essere, perché sono luce, amore e vita. Danno pace – quella che Gesù chiama sua: “la mia pace” – anche nei momenti di turbamento e di angoscia. Danno gioia piena pur in mezzo al dolore che a volte attanaglia l’anima. Danno forza soprattutto quando sopraggiungono lo sgomento o lo scoraggiamento. Rendono liberi perché aprono la strada della Verità. […] Anche in noi deve nascere un amore appassionato per la parola di Dio: la accogliamo con attenzione quando ci viene proclamata nelle chiese, la leggiamo, la studiamo, la meditiamo… Ma soprattutto siamo chiamati a viverla. […] Vivendo una parola di Gesù viviamo tutto il Vangelo, perché in ogni sua parola egli si dona tutto, viene lui stesso a vivere in noi […] e sostituisce il nostro modo di pensare, di volere, di agire in tutte le circostanze della vita»[C. Lubich, Parola di Vita marzo 2003, in eadem, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi, (Opere di Chiara Lubich 5), Città Nuova, Roma, 2017, pp.684-685.].

«Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto».

Wambil dal Messico ci racconta: «C’è stato un tempo in cui mi sentivo intrappolato in un buco profondo. Ero in una relazione violenta, cercavo di scappare e sistemare tutto con le mie forze. Influenzato dai social media e dal rumore esterno, spesso inseguivo cose non guidate da Dio. Nonostante tutti i miei sforzi, mi sentivo ancora vuoto e senza scopo. Sapevo che l’amore è un linguaggio universale. Quando ho iniziato a fare volontariato, ho trovato una realizzazione che poteva venire solo da Dio. Col tempo, ho scoperto un luogo dove ascoltare la Sua parola e crescere nella relazione con Lui. Sono profondamente grato». 

Anche quando ci sentiamo terra arida e sassosa, è la Parola stessa ad essere efficace, come rivela il profeta Isaia: «Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, […] così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata» (Is 55, 10-11).

Sostenuti da questa speranza, in un tempo dominato da paure e tensioni, coltiviamo anche la fiducia nelle donne e negli uomini con cui condividiamo la vita. Crediamo nella loro capacità di dare frutti buoni, creando occasioni di ascolto e dialogo, per camminare insieme verso l’orizzonte della fraternità.

A cura di Letizia Magri e del team della Parola di Vita



mercoledì 1 luglio 2026

5 buoni motivi per la tua firma

 

martedì 30 giugno 2026

Il silenzio non protegge nessuno. La tua firma sì.

 

lunedì 29 giugno 2026

Emergenza terremoto in Venezuela

 Il Coordinamento Emergenze del Movimento dei Focolari ha avviato una raccolta fondi straordinaria in sostegno della popolazione del Venezuela, attraverso Azione per un Mondo Unito (AMU) e Azione per Famiglie Nuove (AFN). I contributi versati verranno gestiti congiuntamente da AMU e AFN per far arrivare alle popolazioni colpite dal terremoto del 24 giugno 2026 aiuti di prima necessità per l’alimentazione, le cure mediche, la casa e l’accoglienza in diverse città del Paese anche in collaborazione con le Chiese locali.

Ogni contributo permetterà di portare sollievo immediato e immaginare, insieme, percorsi di speranza e ricostruzione.

Si può donare online

Azione per un Mondo Unito ETS (AMU) IBAN: IT 58 S 05018 03200 000011204344 presso Banca Popolare Etica Codice SWIFT/BIC: ETICIT22XXX

Azione per Famiglie Nuove ETS | Banca Etica – filiale 1 di Roma – Agenzia n. 0 | Codice IBAN: IT 92 J 05018 03200 000016978561 | BIC/SWIFT: ETICIT22XXX

Causale: Emergenza Venezuela

Per tali donazioni sono previsti benefici fiscali in molti Paesi dell’Unione Europea e in altri Paesi del mondo, secondo le diverse normative locali. I contribuenti italiani potranno ottenere deduzioni e detrazioni dal reddito, secondo la normativa per gli ETS  


domenica 28 giugno 2026

Terremoto in Venezuela: è emergenza

 Due forti terremoti di magnitudo 7.1 e 7.5 hanno colpito il nord del Venezuela, causando danni estesi e lasciando migliaia di persone senza casa e senza accesso ai servizi essenziali.

L’impatto riguarda centinaia di migliaia di persone e mette a rischio oltre 6 milioni di abitanti, inclusa la capitale Caracas.

Le infrastrutture sono gravemente danneggiate: oltre la metà di ospedali, strade e collegamenti nell'area del sisma risultano compromessi.

Si prevedono centinaia di migliaia di sfollati con bisogni immediati di acqua potabile, cibo, cure mediche e riparo. In un Paese già segnato da una grave crisi, la situazione è critica.

L’intervento di AVSI

AVSI è presente in Venezuela dal 2000 ed è attiva fin dalle prime ore dell’emergenza.

Il team sul campo è indenne ed è in contatto costante con le comunità colpite e sta valutando i bisogni più urgenti, insieme alla situazione dei 140 bambini sostenuti a distanza.

Sono in preparazione interventi per:

  • distribuzione di cibo e acqua potabile
  • kit sanitari e per l’igiene
  • beni di prima necessità
  • supporto alle famiglie che hanno perso la casa

“Siamo pronti a distribuire cibo, kit sanitari, beni di prima necessità e a dare assistenza a migliaia di persone che hanno perso tutto”

Fiammetta Cappellini, responsabile emergenze umanitarie AVSI


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 È possibile aderire alla raccolta fondi direttamente sul sito di AVSI nella sezione dedicata alla campagna Emergenza terremoto in Venezuela.

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