giovedì 4 giugno 2026

Parola di Vita : «Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. […] Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10,7-8).

In questo capitolo del Vangelo di Matteo, gli apostoli sono stati appena scelti da Gesù, che li chiama per nome, conferendo loro poteri speciali sugli spiriti impuri per scacciarli e il dono di guarire ogni malattia e infermità. Gesù dà loro istruzioni su dove e come svolgere la loro missione iniziale. Il messaggio che devono annunciare è chiaro: «Il regno dei cieli è vicino»

L’indicazione di proclamare “strada facendo” il messaggio affidato sottolinea, da una parte, che il vero discepolo è innanzitutto un predicatore della prossimità, ma dall’altra parte che il loro modo stesso di camminare insieme deve essere annuncio. Infatti, nel Vangelo di Giovanni, in seguito alla consegna del comandamento nuovo, Gesù afferma: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». 


«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino.

[…] Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». 

Il “regno dei cieli” è il cuore dell’annuncio di Gesù. L’espressione affine “regno di Dio” è usata nell’Antico Testamento per indicare la signoria, il governo e l’azione salvifica di Dio sulla storia umana. Lui è il sovrano del mondo e soprattutto del popolo di Israele, in attesa di un discendente del re Davide che ristabilisse il ruolo di Israele tra le genti. Nel Nuovo Testamento, Gesù stesso viene presentato come discendente di Davide e quindi re. A differenza di un regno temporale, il “regno dei cieli” è un regno di pace e di giustizia, in cui ci si cura dei poveri, in cui vigono il perdono e la riconciliazione e che porterà vita e luce a tutte le nazioni. Si tratta di un regno che è già cominciato nel mondo e nel cuore delle persone ma che verrà realizzato completamente al ritorno di Gesù. 

«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino.

[…] Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». 

Gesù annuncia che il regno è temporalmente vicino, imminente. Dalle parabole, come quella del granello di senape o del lievito che fa crescere tutta la massa, si capisce che esso opera in modi misteriosi e umili ma tenaci e nel corso del tempo. “Vicino” ha anche un senso spaziale. Quando i discepoli, che portano la presenza dello spirito di Gesù si avvicinano camminando, si avvicina il regno di Dio e allorché, nel Vangelo di Marco, Gesù dice allo scriba:

«Non sei lontano dal regno di Dio», è probabile che intendesse dire non solo “Hai cominciato a capire” ma anche “Non sei lontano da me”.

«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino.

[…] Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». 

“Gratuitamente” traduce un termine che nell’originale greco significa “in dono”. Ciò evidenzia che quanto gli apostoli hanno ricevuto non è stato dato loro perché se lo meritano. La fonte è la generosità di Dio e il fatto che sono stati scelti per una missione particolare. 

Scrive Chiara Lubich: «Il regno di Dio va dunque accolto. È un dono che Dio ti fa. Non c’è infatti nessuno sforzo umano, nessun tentativo ascetico, nessuno studio o ricerca intellettuale, che ti possano far entrare nel regno di Dio. È Dio stesso che ti viene incontro, che si rivela con la sua luce o ti tocca con la sua grazia. E non c’è nessun merito che tu possa vantare o su cui tu ti possa appoggiare per aver diritto ad un tale dono di Dio. Il regno ti viene offerto gratuitamente». In questa accoglienza siamo chiamati, anche oggi, a continuare il compito affidato da Gesù agli apostoli, di proclamare con la parola e con i fatti, la vicinanza del regno, di annunciare insieme, ad ogni essere umano un messaggio di speranza: in questo mondo così travagliato e incerto, Dio lo ama immensamente, Dio ci ama tutti immensamente.

A cura di Augusto Parody Reyes e del team della Parola di Vita

mercoledì 3 giugno 2026

UN'IDEA INTERESSANTE DA PRENDERE IN SERIA CONSIDERAZIONE

Ci accontentiamo di vivere in un mondo in cui domina “la legge del più forte”? Dove, per avere successo, bisogna schiacciare o sottomettere gli altri? Dove guardiamo l’altro con diffidenza e, per paura di perdere ciò che abbiamo, innalziamo barriere fisiche o invisibili? Ci rassegniamo a lasciar passare i giorni senza speranza, senza trovare un senso a ciò che viviamo? E ancora: è davvero questo vivere pienamente?

In un mondo complesso e incerto, abbiamo l’opportunità di essere portatori di un nuovo modo di concepire la vita. Ma per farlo, è necessario prima farne esperienza. Come?

Siamo nati, senza averlo chiesto, con capacità che ci sono state date: c’è chi ha facilità nel comunicare, chi possiede una sensibilità artistica e creativa; tutti disponiamo di una certa intelligenza, e può darsi che la vita ci abbia offerto opportunità uniche per svilupparci. La domanda è: che cosa ne facciamo di tutto questo? Abbiamo due possibilità: usare queste capacità solo per il nostro beneficio personale, godendo di ciò che ci offrono, oppure metterle al servizio degli altri e condividerle.

Forse la seconda opzione non ci garantirà un guadagno economico immediato — che oggi sembra essere il principale motore del mondo —, ma senza dubbio ci permetterà di contribuire a costruire una realtà diversa: un mondo in cui la competizione non sia un fine in sé, ma un mezzo per migliorare e crescere insieme.

Non si tratta di una realtà imposta, ma di un processo che inizia nelle relazioni quotidiane e nelle scelte che ciascuno compie quando decide di agire. Le persone che vivono così dimostrano, con i fatti, che il cambiamento è possibile. Ovunque agiscano, rendono visibile un nuovo paradigma e mostrano che questo cambiamento è vicino.

Con umiltà condividiamo ciò che siamo e ciò che abbiamo; accompagniamo e offriamo affetto a chi ha bisogno del nostro calore e della nostra vicinanza, alleviando le sofferenze quando necessario; viviamo insieme quei valori che possono essere motore di cambiamento per una società fondata sulla giustizia, sul rispetto, sulla pace e sulla dignità di tutte le persone; una società in cui si promuovono il perdono, la riconciliazione e si cerca il bene di tutti.

Insieme avremo più forza e maggiore credibilità, soprattutto se perseveriamo nelle nostre scelte. Che il nostro agire non cerchi riconoscimento né si basi sul calcolo o sull’interesse. La trasformazione è lenta, a volte impercettibile, ma se saremo costanti, il cambiamento avverrà, crescerà e si consoliderà. Il futuro comincia a farsi presente.

martedì 2 giugno 2026

Formarsi per l’azione politica e sociale

A seguito della profonda esperienza condivisa con i giovani durante l‘Hackathon 2026, è in fase di avvio la seconda fase del programma “Un’umanità, un pianeta: leadership sinodale”. Si propone un percorso formativo di 6 mesi, in modalità virtuale, che combina approfondimento e dialogo a partire dai propri diversi percorsi, scambio di progetti ed esperienze, sviluppo di iniziative con impatto locale e proiezione globale.

È rivolto a persone tra i 18 e i 40 anni che abbiano esperienza nella rappresentanza politica, nella gestione pubblica, nei movimenti sociali, nei partiti politici e spazi di advocacy; che siano impegnati nella trasformazione sociale e politica o interessati a rafforzare le proprie capacità di dialogo, cooperazione e azione collettiva. Che siano disponibili a dare il loro contributo operativo e di pensiero durante tutto il programma.

Con una durata di 6 mesi, in modalità 100% online, totalmente gratuito con un impegno stimato di 3 ore settimanali, il programma si propone raggiungere quest’anno a 500 giovani.

“Viviamo un momento storico caratterizzato da profonde tensioni geopolitiche, crisi socio-ambientali, crescente frammentazione sociale e livelli di polarizzazione – dicono gli organizzatori nella presentazione -. Queste sfide ci interpellano: evidenziano i limiti dei modelli tradizionali di governance e l’urgenza di nuove forme di leadership in grado di generare dialogo e attivare processi di azione collettiva per promuovere obiettivi di pace e di unità. In questo contesto, abbiamo scelto uno stile di leadership sinodale: una leadership basata sull’ascolto, la partecipazione, la corresponsabilità e la costruzione di soluzioni condivise. Se credi che la politica possa essere uno spazio per rigenerare legami, promuovere il bene comune e prendersi cura dell’umanità e del pianeta, questo bando è per te. Ti invitiamo a far parte di uno spazio internazionale di formazione e co-creazione di iniziative politiche insieme ad altri giovani leader provenienti da diverse regioni del mondo, per ripensare la governance di fronte alle sfide attuali”.

Il termine ultimo per la candidatura è il venerdì 19 giugno 2026.

Per avere più informazione e candidarsi al programma, aprire il seguente PDF

A cura di Carlos Mana

lunedì 25 maggio 2026

 

domenica 24 maggio 2026

Modena. Quale speranza di fronte al male?

Ecco un contributo sui recenti fatti di Modena che hanno sconvolto città, italiani e cristiani.

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“Che cosa è l’uomo perché te ne ricordi, il figlio dell’uomo perché te ne curi?” (Salmo 8). Mai abbiamo sentito così viva questa domanda come dopo quanto è accaduto sabato 16 maggio nel centro storico di Modena, quando un uomo alla guida di un’auto si è lanciato a folle velocità su inermi passanti, che sono stati colpiti brutalmente e segnati per sempre nella carne.

Le colpe e le responsabilità personali vanno certamente chiarite e non nascoste, ma tutte le analisi e le posizioni emerse non bastano a pacificare il nostro cuore. Rimane lo sgomento per un gesto violento e insensato, che è arrivato a toccarci da vicino in un normale sabato pomeriggio di sole in centro città.

Chi può stare davanti a un fatto simile senza avvertire una vertigine di fronte all’abisso di male e terrore che si è aperto in quel breve tratto della via Emilia, fra il sangue e i feriti a terra? C’è un male che può anche essere il nostro: quanta indifferenza in noi davanti ai conflitti che sconvolgono il mondo, o davanti alla solitudine di chi ci abita accanto…

Monsignor Erio Castellucci, il nostro vescovo, rispondendo ad alcuni ragazzi di una scuola modenese che gli chiedevano della sua concezione del bene e del male, ha recentemente raccontato che, durante una visita pastorale in Brasile, ha assistito a una tempesta nella foresta amazzonica: le chiome degli alberi fluttuavano rovinosamente, mentre i tronchi restavano saldamente ancorati al terreno con le loro radici. Le chiome, che sono immediatamente più visibili, sono come il male, le radici sono come il bene: magari nessuno le vede, ma permettono agli alberi di restare in piedi.

Dove si radica, allora, la nostra speranza? Come non perdere, da domani, quel desiderio di prossimità umana emerso in città, ad esempio nel soccorso immediato e nella vicinanza ai feriti?

«C’è bisogno di Qualcuno che ci liberi dal male / perché il mondo tutto intero è rimasto tale e quale», cantava il cantautore Claudio Chieffo.

Solo un’esperienza di bene vissuta può permettere di non girare lo sguardo dall’altra parte. Un’esperienza possibile in una compagnia quotidiana di uomini e donne che, con tutti i loro limiti, cercano e offrono uno spazio di bene comune, fino ad affermare che il male non è mai l’ultima parola su nessun uomo. Questa è da duemila anni la «strana compagnia» della Chiesa, per usare parole di don Luigi Giussani.

Solo facendoci prossimi e capaci di abbracciare il limite dell’altro potremo costruire quotidianamente quello spazio di novità di vita che è l’unica vera risposta al bisogno e alla solitudine di ognuno. Questa esperienza desideriamo, oggi, nella nostra città, umilmente offrire a tutti.

Davide Spitaleri, responsabile Comunione e Liberazione Modena

mercoledì 20 maggio 2026

 


 


Carissimi amici e amiche,
sabato 23 maggio si terrà la 2a edizione della Festa dei Popoli di Lodi
 
Un Cuore 💓 Tante Voci
 
Due le location di quest’anno: il Parco Martiri della Libertà, dove si troveranno stand, incontri, gastronomia e laboratori, e il Piazzale degli Sport alla Faustina, dove si giocherà a calcio “per dire no alla violenza sulle donne”.
 
Il lavoro in rete di Umanità Lodigiana di coinvolgimento e tessitura organizzativa è iniziato mesi fa e già coinvolge, nell’edizione 2026 della Festa dei Popoli, 84 associazioni di 27 nazioni, con almeno 100 iniziative in programma…

Un cuore tante voci: un titolo che nasce dalla convinzione che, nonostante le differenze di lingua, cultura e provenienza, esista un ritmo comune che ci unisce: il nostro desiderio di pace, giustizia e appartenenza.
Il cuore rappresenta la nostra radice umana comune, la cura e l'accoglienza, valori che le donne custodiscono e tramandano da sempre; le tante voci rappresentano il coro vibrante delle nuove generazioni che rinnovano con linguaggi e musica la nostra visione senza confini: sono le voci che trasformano il battito del cuore in azione concreta.

Ecco quel che stiamo preparando per il 23 maggio 2026:
dimostrazioni artistiche in parole, canti, danze... dal palco;
percorsi gastronomici con pietanze, bevande e dolci tipici da tutto il mondo, da assaggiare tutti insieme;
torneo di calcio contro la violenza sulle donne;
laboratori interattivi immersi negli spazi esterni del Doposcuola Popolare, per giocare insieme all’aperto;
festa dei nuovi nati promossa da Pro Loco e UNICEF;
agorà delle testimonianze, con spazi di ascolto dove giovani attivisti e donne leader racconteranno come stia cambiando il volto delle nostre città;
sportelli informativi di partecipazione su temi a noi cari: transizione ecologica e risposte concrete al caro energia, lavoro legale e remunerato il giusto, pace, Comunità energetiche, Mobilità lenta, Gruppi d’Acquisto Solidali;
fotografia: grazie alla collaborazione di Progetto Immagine, molti fotografi del Lodigiano arricchiranno e documenteranno la Festa.
 
Un ringraziamento speciale a chi sostiene il percorso di Umanità Lodigiana: aziende, fondazioni, enti, e il mondo giovanile organizzato: senza di voi la Festa non potrebbe svolgersi con questo entusiasmo e passione.
 
Per ulteriori informazioni:
Rete Umanità Lodigiana https://umanitalodigiana.com/
email: humanlodi@gmail.com
Fb: https://www.facebook.com/umanita.lodigiana/
Instagram: https://www.instagram.com/umanitalodigiana/
 
Vi aspettiamo per un giorno di festa
 
Meic Lodi - Associazione Capofila Umanità Lodigiana
Luigi Galmozzi - Presidente

martedì 19 maggio 2026

 

sabato 16 maggio 2026

Due minuti per cambiare il mondo

 

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