Una delle caratteristiche più straordinarie e particolari che puoi trovare in un bambino è il desiderio di capire che cosa c'è dietro, dentro e attorno ad ogni oggetto. Ciò che attira la sua attenzione diventa il centro del suo mondo in quel momento e lo porta spesso a dare anche un senso al suo vivere, al suo essere, al suo relazionarsi.
E così, ciascuno di noi, nella sua infanzia, vicina o lontana che sia, ha sognato di diventare un esploratore, un astronauta, un avventuriero, un marinaio, un aviatore,....
Così è un po' anche la religiosità di ciascuno di noi.
E uno degli strumenti che ci permette di entrare e di oltrepassare l'umano nel tentativo di conoscere il mistero del non-umano per essere nuovi nelle relazioni umane, è la preghiera.
Questa sezione del mio blog è una piccola raccolta delle mie esplorazioni, aiutato da parole di amici e conoscenti o con tecniche e pratiche anche fisiche. Non voglio insegnare, ma con ciascuno di voi condividere: BUON VIAGGIO!
Prega stringendo forte le tue mani…
Una mano chiusa.
Stringere per tenere a sé, per paura di perdere.
Una mano chiusa dal verbo “avere” o “possedere”.
Una mano chiusa dal verbo “salvarsi”, aggrappata a qualcosa.
Una mano chiusa dal verbo “difendere”, stretta in un pugno doloroso.
Stringere è un verbo che richiede molta energia, tutta l’energia possibile.
Un pugno di ferro.
Gesù ha appena detto che chi vive così non può entrare nella gioia, nel regno di Dio.
La ricchezza sembrava essere gioia, benedizione di Dio.
Prega aprendo lentamente le mani…
“Cento volte meglio” è un’espressione che usiamo normalmente per dire che non c’è proprio paragone, che stiamo vedendo un bene smisurato.
Vangelo è dove le persone sono amate, perdonate.
Vangelo è dove ciascuna persona ha la dignità di figlio e figlia di Dio.
Vangelo è dove ci si prende cura di ogni persona in quanto persona.
Vangelo è dove la vita viene condivisa.
Vangelo è una realtà che possiamo riconoscere e che spesso si trova nei posti più piccoli, fragili e nascosti.
Vangelo è cento volte meglio, gioia della vita.
Prega con le mani aperte…
Una mano aperta.
Lasciare, non per perdere ma per trovare.
Cento volte meglio.
Una mano aperta dal verbo “condividere” o “donare”.
Una mano aperta che attende di essere afferrata, “salvami tu”.
Una mano aperta che desidera “ricevere” tutto il dono.
Una mano aperta che accarezza, si prende cura.
Vivere così è cento volte meglio.
A mano libera.
Inizia tutto
con l’intenzione
col segno della Croce
di incontrare l’Amore
l’invito a entrare
al centro del mio cuore
da dove la mia vita
si dirama in molti dove:
benvenuto Gesù Cristo
mio Dio e Signore!
Io sento gratitudine
di essere stato scelto
io sento beatitudine
di essere amato lo stesso
anche quando pecco
e mi sento liberato
libero come il vento
di andare in ogni dove
a donare questa vita che sento
e inizia tutto con l’intenzione
di aprire il cuore
lasciar defluire e donare
ciò che per primo ho ricevuto
nel tuo Amore
e non voglio niente
non basterebbe niente
per pareggiare
il tuo forte, delicato
infinito, dolce
Amore
e l’Amore non è retorica
ma una invisibile tensione
che per il tuo Nome
si fa pensiero, parola, azione
Che vita mai ci sarebbe
se il sangue fosse trattenuto dal cuore?
Così, mondo, ti incontro
il mio ricevere
è il piacere di donare dal profondo
sento la gioia che siamo in due a godere
e questo è il gusto della vita
il comandamento della vita
che si vuole dare
perché lo vuole
e quindi deve.
Simeone il Nuovo Teologo (ca 949-1022) |
"Neanch’io ti condanno... Io sono la luce del mondo" (Gv 8,11-12)
| O mio Dio che ti compiaci nel perdonare, mio Creatore, |
| fa sorgere su di me il chiarore della tua inaccessibile luce |
| per colmare di gioia il mio cuore. |
| Ah! non irritarti! Ah! non abbandonarmi! |
| ma illumina la mia anima con la tua luce, |
| poiché la tua luce, sei tu, o mio Dio,... |
| Mi sono allontanato dalla via retta, dalla via divina, |
| e sono caduto miseramente dalla gloria che mi avevi data. |
| Sono stato spogliato del vestito di luce, del vestito divino, |
| e, caduto nelle tenebre, giaccio ormai nelle tenebre, |
| senza sapere che sono privo di luce... |
| Se hai brillato dall’alto, se sei apparso nell’oscurità, |
| se sei venuto nel mondo, o Misericordioso, |
| se hai voluto vivere con gli uomini, secondo la nostra condizione, |
| per amore dell’uomo, |
| se... ti sei detto la luce del mondo (Gv 8,12), |
| mentre noi non ti vediamo, |
| non è forse perché siamo totalmente ciechi |
| e più sfortunati dei ciechi, o mio Cristo?... |
| Ma tu, che sei in persona tutti i beni, li dai senza sosta |
| ai tuoi servi, a coloro che vedono la tua luce... |
| Chi possiede te, possiede realmente in te ogni cosa. |
| Non sia privo di te, Maestro! Non sia privo di te, |
| Creatore! |
| Io, l’umile straniero, non sia privo di te, Misericordioso... |
| Ti prego, prendimi con te, |
| anche se ho moltiplicato i peccati più che tutti gli uomini. |
| Accogli la mia preghiera come quella del pubblicano (Lc 8,13), |
| come quella della peccatrice della città (Lc 7,38), Maestro, anche se non piango come lei... |
| Non sei forse sorgente di pietà, fonte di misericordia, |
| e fiume di bontà: a questo titolo, abbi pietà di me! |
| Sì, tu che hai avuto le mani e i piedi inchiodati sulla croce, |
| e il cui fianco è stato trafitto dalla lancia, o Compassionevole, |
| abbi pietà di me e strappami dal fuoco eterno... |
| In quel giorno, possa essere senza condanna davanti a te |
| per essere accolto nella tua sala di nozze |
| dove condividerò la tua felicità, mio buon Maestro, |
| nella gioia inesprimibile, per tutti i secoli. Amen. |
pregare è rotolare
nel buio della tua luce,
e lasciarci raccogliere,
e lasciarci parlare
e lasciarci tacere
da te.
Pregare sei tu che preghi,
tu che respiri,
tu che mi ami;
e io mi lascio amare
da te.
Pregare è un prato d’erba,
e tu ci passi sopra
Santa Faustina Kowalska (1905-1938) |
| Sii adorato, Dio misericordioso, |
| Perché Ti sei degnato di scendere dal cielo fino in terra. |
| Ti lodiamo in grande umiltà, |
| Per innalzato tutto il genere umano. |
| Insondabile e inconcepibile nella Tua misericordia, |
| Hai preso un corpo per amore nostro, |
| Da una vergine immacolata, mai sfiorata dal peccato, |
| Poiché da te prediletta da tutti i secoli. |
| La Vergine santa, quel giglio bianco come neve, |
| Adora per prima l'onnipotenza della Tua misericordia. |
| Per la venuta del Verbo si apre con amore il Suo Cuore puro, |
| Ella crede alle parole del Messaggero divino e si rafforza nella fiducia. |
| Il cielo si stupì che Dio si sia fatto uomo, |
| Che ci sia in terra un cuore degno di lui stesso. |
| Perché non Ti unisci a un Serafino, ma a un peccatore? |
| Oh ! è un mistero della Tua misericordia, |
| Nonostante la purezza del cuore verginale. |
| Oh mistero della misericordia divina, oh Dio di pietà, |
| Hai abbandonato il trono celeste, |
| E Ti sei abbassato sulla nostra miseria, sulla debolezza umana, |
| Poiché non agli angeli, ma agli uomini occorre la misericordia. |
| Per esprimere degnamente la misericordia del Signore, |
| Ci uniamo a Tua Madre Immacolata, |
| Così il nostro inno ti sarà più gradito, |
| Poiché fra gli angeli e gli uomini Ella è stata scelta. |
| Attraverso Lei, come puro cristallo, |
| La Tua misericordia è giunta fino a noi, |
| Per Lei l'uomo è diventato gradito a Dio, |
| Per Lei scendono su di noi torrenti di ogni grazia. |
![]() | Santa Teresa del Bambin Gesù (1873-1897) |
“Il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo”
| Ricordati della gloria del Padre |
| Ricordati del divino splendore |
| che lasciasti venendo in esilio sulla terra |
| per riscattare i poveri peccatori. |
| Oh Gesù! Ti sei abbassato nella Vergine Maria |
| Hai nascosto la tua grandezza e gloria infinita |
| Ti prego! Del seno materno, |
| tuo secondo Cielo, |
| ricordati… |
| Ricordati che su altre sponde |
| gli astri d’oro e la luna d’argento |
| che contemplo nell’azzurro senza nuvole |
| si rallegrano, si deliziano dei tuoi occhi di Bambino. |
| Con la piccola mano che accarezzava Maria |
| sostenevi il mondo e gli davi la vita. |
| E pensavi a me. |
| Gesù, mio piccolo Re |
| Ricordati. |
| Ricordati che nella solitudine |
| lavoravi con le tue mani divine. |
| Vivere ‘dimenticato’ fu il tuo studio più dolce. |
| Non volesti il sapere degli uomini. |
| Con una parola potevi stupire il mondo |
| ma ti è piaciuto nascondere la tua sapienza. |
| Sei apparso ignorante, |
| Signore onnipotente |
| Ricordati. |
| Ricordati che fosti straniero |
| e pellegrino sulla terra, tu il Verbo eterno, |
| non avevi nulla; non una pietra, |
| un rifugio, come l’uccello del cielo. |
| Oh Gesù! Vieni da me, vieni a posare il tuo Capo, |
| vieni, l’anima mia è pronta ad accoglierti |
| Mio Benamato Salvatore |
| Riposa nel mio cuore |
| E’ tuo. ___________________________________________________ |
![]() | Venerabile Madeleine Delbrêl (1904-1964) |
Chiamati a fare la vostra volontà
| Quando coloro che amiamo ci chiedono qualcosa, |
| li ringraziamo di chiedercelo. |
| Se vi piacesse, Signore, di chiederci una sola cosa |
| in tutta la nostra vita, |
| ne resteremmo meravigliati, |
| e aver fatto questa sola volta la vostra volontà |
| sarebbe l'evento del nostro destino. |
| Ma, poiché ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, |
| mettete nelle nostre mani tale onore, |
| troviamo questa cosa così naturale che restiamo indifferenti, |
| e stanchi. |
| Eppure se comprendessimo quanto è impensabile il vostro mistero, |
| resteremmo stupefatti |
| di poter sapere barlumi del vostro volere |
| che sono minuscoli doveri. |
| Saremmo affascinati di conoscere, |
| in questa immensa tenebra che ci riveste, |
| le innumerevoli, |
| precise, |
| personali |
| luci della vostra volontà. |
| Quando comprendessimo ciò andremmo nella vita |
| come una specie di profeti, |
| come vedenti la vostra provvidenza, |
| come agenti del vostro intervento. |
| Nulla sarebbe mediocre, poiché tutto sarebbe voluto da voi. |
| Nulla sarebbe pesante, poiché tutto sarebbe voluto da voi. |
| Nulla sarebbe spiacevole, poiché tutto sarebbe espressione del vostro amore. |
| Siamo tutti predestinati all'estasi, |
| tutti chiamati ad uscire dalle nostre piccole cose, |
| per scoprire, ora dopo ora, il vostro piano. |
| Non siamo mai dei poveri emarginati, |
| ma dei chiamati prediletti, |
| chiamati a sapere ciò che vi piace fare, |
| chiamati a sapere ciò che aspettate in ogni momento da noi: |
| gente che vi è un po' necessaria, |
| gente le cui azioni vi mancherebbero |
| se rifiutassimo di farle. |
Madre Teresa di Calcutta
LA PREGHIERA AUTENTICA
di Ruggiero Lattanzio,Pastore Battista
La parola non è ancora sulla mia lingua che tu Signore, già la conosci appieno
Salmo 139, 4
Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole. Non fate dunque come loro, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate
Matteo 6, 7-8
È davvero confortane da parte nostra essere consapevoli che Dio conosce le cose di cui abbiamo bisogno prima ancora che gliele chiediamo. Il Signore legge le intenzioni dei nostri cuori e ci comprende al di là delle parole. La preghiera autentica non consiste dunque in un esercizio linguistico forbito, ricco di vocaboli ricercati, ma, prima ancora di tradursi in parole, essa è un atteggiamento del cuore che si apre dinanzi al Signore e si pone in ascolto. Qui sta una delle differenze tra la preghiera pagana e quella cristiana: la preghiera pagana è una recitazione di formule, spesso lunghe e ripetitive, orientate a propiziarsi la benevolenza della divinità; la preghiera cristiana è, invece, una disposizione del cuore all’ascolto della voce del Signore, quella voce inconfondibile che si può udire non in fenomeni impetuosi ma in un leggero mormorio (cfr. 1 Re 19, 11-13). Per riuscire a udire il sussurro della voce del Signore che ci parla in mezzo al frastuono della nostra vita, occorre fare silenzio dentro di noi, mettendo a tacere le nostre parole umane confuse e ingannevoli. E, quando il nostro ego chiassoso viene ridotto al silenzio, ecco che finalmente riusciamo a sintonizzarci sulla stessa frequenza d’onda del nostro Signore. Ed è qui che nasce la preghiera! Infatti, a questo punto, succede che non solo siamo in grado di riconoscere la Sua voce, ma siamo anche in grado di ascoltare i nostri cuori e di comprendere quali sono le necessità, le ansie, le perplessità e i pesi che si nascondono in essi. E, allora, sì che possiamo anche dare voce ai nostri bisogni più profondi, traducendoli a parole e presentandoli al Signore in preghiera, il quale sarà pronto ad ascoltare le nostre richieste.
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Un giorno una parola:commento a Romani 8, 26
preghiamo il Signore.
e ci richiami alla vita vera.
e lo rigeneri ad una vita nuova.
ed ogni uomo della nostra città.
apriamo il nostro cuore davanti a lui.
PREGHIERA PER IL GIORNO CHE INIZIA
Signore è l’alba.
Fa’ che io vada incontro nella pace
a tutto ciò che mi porterà questo giorno.
Fa’ che io mi consegni totalmente
alla tua santa volontà.
Donami in ogni momento la tua luce e la tua forza.
Qualunque notizia io riceva oggi,
insegnami ad accettarla nella quiete,
e nella fede salda che nulla può accadere
se tu non lo permetti.
In ogni mia azione e parola
dirigi i miei pensieri e i miei sentimenti.
In tutti gli eventi inattesi,
non farmi dimenticare che ogni cosa proviene da te!
Insegnami ad agire con apertura e intelligenza
verso tutti i miei fratelli e le mie sorelle
e verso tutti gli uomini,
senza mortificare o contristare nessuno.
Signore, donami la forza di portare
la fatica del giorno che si avvicina,
e di tutti gli eventi inclusi nel suo corso.
Guida la mia volontà,
insegnami a pregare, a credere,
a perseverare, a soffrire, a perdonare…
e ad amare!
AMEN!
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ECCOMI,SIGNORE
col mio desiderio di incontrarTi
e la mia incapacità di trovarTi.
Eccomi, Signore,
oggi voglio prendere il tempo
di stare in silenzio ed attenderTi,
di ascoltare e pregare.
Nel mio silenzio stupito,
Ti attendo, o Dio,
vieni Tu stesso a soffiare sul mio vuoto
la freschezza della Tua presenza inattesa.
(Suzanne Schell, Un sentiero nella foresta)
PREGHIERA DI ANONIMO/A
Dammi, Signore, quello che ti resta, dammi quello che nessuno domanda.
Non ti domando il riposo
né la tranquillità
sia dell’anima che del corpo
non ti domando ricchezza e successo.
Non ti chiedo neanche la salute
tutto questo mio Dio te lo chiedono talmente che forse non ne disponi più.
Dammi Signore, quello che ti resta
dammi ciò che ti viene rifiutato
voglio l’insicurezza e l’inquietudine
voglio il confronto e la lotta.
Li voglio, Signore, per sempre.
Non so se potrò contare di averli perennemente perché non avrò
sempre il coraggio
di domandartele.
Dammi, Signore, ciò che ti resta.
dammi quello che gli altri rifiutano,
ma dammi insieme il coraggio
e la forza della Fede.
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Ricordati, Signore, della tua chiesa,
poiché tu l'hai liberata da ogni male
e l'hai resa perfetta nel tuo amore,
Raccoglila, santificata,
dai quattro angoli della terra nel tuo Regno
che tu le hai preparato.
Poiché tuo è il potere e tua la gloria in eterno.
Didachè 10,5
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Preghiera.
Signore Gesù, è il tempo di quaresima
un periodo per stare con te in modo speciale, per pregare, per digiunare, seguendoti così nel tuo cammino verso Gerusalemme, verso il Golgota e verso la vittoria finale sulla morte.
Sono ancora così diviso! Voglio veramente seguirti, ma nel contempo voglio anche seguire i miei desideri e prestare orecchio alle voci che parlano di prestigio, di successo, di rispetto umano, di piacere, di potere e d'influenza. Aiutami a diventare sordo a queste voci e più attento alla tua voce, che mi chiama a scegliere la via stretta verso la vita.
So che la Quaresima sarà un periodo difficile per me. La scelta della tua via dev'essere fatta in ogni momento della mia vita. Devo scegliere pensieri che siano i tuoi pensieri, parole che siano le tue parole, azioni che siano le tue azioni.
Non vi sono tempi o luoghi senza scelte. E io so quanto profondamente resisto a scegliere te.
Ti prego, Signore: sii con me in ogni momento e in ogni luogo. Dammi la forza e il coraggio di vivere questo periodo con fedeltà, affinchè, quando verrà la Pasqua, io possa gustare con gioia la vita nuova che tu hai preparato per me. Amen.
(J.M. NOUWEN, In cammino verso l’alba, in ID., La sola cosa necessaria Vivere una vita di preghiera, Brescia, Queriniana, 2002, 237-238).
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IL RESPIRO DELLA PREGHIERA
Prova a vivere arido e piatto come un deserto o, invece, lascia spuntare ciuffi e oasi di preghiera. Prova a ritmare le giornate e le ore, le decisioni e i passi, sul ritmo della preghiera. Ti ritrovi a camminare con il cielo stellato sopra di te, e con una carovana accanto: Dio Padre, i fratelli di fede cristiana e magari anche di altre fedi. Gesù ci invita a pregare ogni giorno, così come si mangia il pane quotidiano. Ci invita a pregare sempre, senza interruzione, come un respiro che fa vivere. Si comincia sempre da una volta…
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O mio Signore, dove sei?
Irradiare Cristo
Meditazione per la Settimana dell'Unità dei cristiani
18-25 Gennaio 2015
Gesù, guardando i suoi discepoli, al momento di lasciarli, ha pregato "perché tutti siano una cosa sola". Aveva detto tempo prima: "Io e il Padre siamo una cosa sola". Forse, guardando i loro volti, si era reso conto di quanto erano diversi e di come questo avrebbe potuto dividerli. Poi, al momento di essere arrestato, Gesù rivela il suo sogno e la sua speranza per i suoi discepoli: "che siano una cosa sola". Come Dio, Padre Onnipotente, Signore del mondo, è una cosa sola con Gesù di Nazareth, egli prega perché anche i suoi discepoli entrino nell’unità di questa famiglia. Che siano una cosa sola!
Ma noi cristiani siamo divisi. Le nostre Chiese e comunità sono divise. Non solo diverse. Diverse nei canti, nelle forme di preghiera, nei modi di vita. Molti fedeli non saprebbero spiegare perché queste comunità e queste Chiese sono divise.
Si potrebbe dire che la responsabilità di queste divisioni e di tante incomprensione appartiene a personaggi del passato e a momenti lontani della storia.
Un giorno lo spirito di divisione è entrato. Eppure le divisioni sono ancora tra di noi.
Gesù ha pregato anche per noi. Infatti le divisioni sono nel nostro cuore. Non solo teologie, ma atteggiamenti dell’uno verso l’altro.
Siamo spesso anche noi attori della divisione, dell’insensibilità, dell’incomprensione! Siamo chiamati a rispondere alla preghiera di Gesù perché siamo una sola cosa: siamo chiamati a rispondere nella nostra vita, ogni giorno. Ma come?
Rinunciamo alla prepotente dittatura del nostro io, al calcolo, all’insensibilità… Rinunciamo all’ignoranza dell’altro: a vivere senza amore. Dobbiamo tutti convertirci all’amore, spogliandoci di questo mondo vecchio e consolidato dentro di noi, di questa corazza che allontana e ferisce. Dobbiamo tutti convertirci con una preghiera forte a Gesù, Signore nostro, che ci ha amati e ci apre la vita dell’amore. Si legge nella prima lettera di Giovanni:
"Chiunque riconosce che Gesù è Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio. Noi abbiamo riconosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui." (1 Gv 4, 15-16)
Siamo chiamati tutti a risanare le grandi fratture del mondo, della vita quotidiana, dei nostri ambienti: quelle che dividono simpatici e antipatici, ricchi e poveri, colti e ignoranti, uomini da donne, etnia da etnia, gruppo da gruppo, il mio dal loro, i miei dai suoi, cristiani da cristiani, cristiani da ebrei, cristiani da musulmani… La via su cui camminiamo è piena di queste fratture. La nostra casa ha queste fratture. Il nostro luogo di lavoro ha queste fratture. Siamo chiamati a risanarle con l’amore. Non facciamo la guerra a nessuno con le nostre armi, in questo tempo di guerra per il mondo.
In questo mondo difficile, vinciamo il male con il bene: con il bene dell’amore, con il bene della preghiera, con il bene della speranza, quella speranza nel Signore Gesù che sempre ci ascolta, che verrà presto e che ci donerà pace.
Siamo una cosa sola nell’amore: facciamo l’un l’altro un patto ’amore. Diversi nelle storie, nelle lingue, nelle spiritualità, nei costumi, nell’aspetto… Siamo una sola cosa nell’amore tra noi credenti. Siamo una cosa sola tra cristiani e l’odio e la guerra saranno vinti dall’amore.
Da quest’amore scaturirà una forza d’unità! Nella liturgia bizantina, prima di introdurre la professione di fede, il Credo, il diacono dice:
"Amiamoci gli uni gli altri, affinché in unità di spirito professione la nostra fede."
Sì, in questa Settimana dell’Unità, cominciamo ad amarci davvero, perché possiamo professare la stessa fede in unità di spirito.
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PREGHIERA A MARIA,DONNA CORAGGIOSA
di don Tonino Bello
Santa Maria, donna coraggiosa,
tu non ti sei rassegnata a subire l’esistenza.
Hai combattuto.
Hai affrontato gli ostacoli a viso aperto.
Hai reagito di fronte alle difficoltà personali e ti sei ribellata
Alle ingiustizie sociali del tuo tempo.
Non sei stata, cioè, quella donna
tutta casa e chiesa
che certe immagini devozionali vorrebbero farci passare.
Sei scesa sulla strada
e ne hai affrontato i pericoli,
con la consapevolezza che i tuoi privilegi
di madre di Dio non ti avrebbero
offerto isole pedonali capaci di preservarti
dal traffico violento della vita.
Perciò, santa Maria, donna coraggiosa,
tu che nelle tre ore di agonia sotto la croce
hai assorbito come una spugna le afflizioni
di tutte le madri della terra,
prestaci un po’ della tua fortezza.
Nel nome di Dio, vendicatore dei poveri,
alimenta i moti di ribellione di chi si vede
calpestato nella sua dignità.
Alleggerisci le pene
di tutte le vittime dei soprusi.
E conforta il pianto nascosto di tante donne che,
nell’intimità della casa,
vengono sistematicamente oppresse
dalla prepotenza del maschio.
Ma ispira anche le madri lacerate negli affetti
dai sistemi di forza e dalle ideologie di potere.
Tu, simbolo delle donne irriducibili
alla logica della violenza,
guida i passi delle “madri coraggio”
perché scuotano l’omertà
di tanti complici silenzi.
[…]
E quando suona la diana di guerra,
convoca tutte le figlie di Eva
perché si mettano sulla porta di casa
e impediscano ai loro uomini di uscire,
armati come Caino, ad ammazzare il fratello.
[…]
Aiutaci a portare il fardello
delle tribolazioni quotidiane,
non con l’anima dei disperati,
ma con serenità di chi sa di essere custodito
nel cavo della mano di Dio.
E se ci sfiora la tentazione di farla finita
perché non ce la facciamo più,
mettiti accanto a noi.
Siediti sui nostri sconsolati marciapiedi.
Ripetici parole di speranza.
E allora, confortati dal tuo respiro,
ti invocheremo con la preghiera più antica
che sia stata scritta in tuo onore:
“Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio,
santa Madre di Dio;
non disprezzare noi che siamo nella prova,
e liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta”.
Così sia.
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SIGNORE, GUIDACI.
dalla morte alla vita,
dalla falsità alla verità.Signore, guidaci
dalla disperazione alla speranza,
dalla paura alla fiducia.Signore, guidaci
dall'odio all'amore,
dalla guerra alla pace.
La pace riempia i nostri cuori,
il nostro mondo,
il nostro universo.
Amen
(Anonimo)
SIGNORE
Signore, Tu sei l'infinito amore,
sorgente di ogni vita, di ogni bellezza, di ogni bontà:
da Te vengono e a Te ascendono tutte le cose.
Posa la tua mano sul mio capo, o Dio,
perché il male e il caos che è in me non mi travolga.
Dacci pace con Te, o Dio, pace con gli uomini,
pace con noi stessi e liberaci dalla paura.
O Signore, Tu che sei al di sopra di noi,
Tu che sei anche in noi,
Tu che io non conosco, ma a cui appartengo,
Tu che io non comprendo,
ma che costruisci il mio destino,
fa che io segua fino in fondo
la via delle tue segnalazioni interiori
in amore e pazienza, in fedeltà e coraggio,
in rettitudine e umiltà, in quiete.
Fa che io non disperi mai,
perché sono sotto la tua mano
e in Te è ogni forza e bontà.
Nella tua mano, o Signore,
ogni ora ha senso e grazia,
elevatezza e pace e consistenza.
Dammi puri sensi per vederti,
dammi umili sensi per udirti,
dammi sensi d`amore per servirti,
dammi sensi di fede perché io dimori saldo in Te.
O Signore, Tu che sei al di sopra di noi,
Tu che sei anche in noi,
fa' che ognuno ti veda anche in me.
Dag Hammarskjgold
RESTA CON NOI
Resta con noi,
al termine di un giorno triste,
quando la notte ci rincorre e
sentiamo la tua assenza.
Resta con noi,
quando vivo solo con me stesso
e con il mio segreto
e cammino verso una bellezza
velata e lontana.
Resta con noi,
quando la stanchezza è
pesante e ci vince,
quando il pianto è più penetrante e amaro.
Resta con noi,
quando gli occhi innamorati
guardano troppo lontano
e faticano a vederti presente.
Resta con noi,
quando sono deluso come i
discepoli sulla via di Emmaus,
e non so attendere neppure tre
giorni, prima di disperare.
(Luigi Verdi)
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"QUANDO PREGATE,DITE..."
Dal Vangelo di Luca:"Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse:-Signore,insegnaci a pregare,come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli-.Ed egli disse loro:-Quando pregate,dite...-.(Lc 11,1-2a).
Non sarà stata la prima volta per i discepoli vedere Gesù che prega. Anzi a volte pregava molto ampiamente. Questa suo pregare porta nei suoi discepoli un irradiamento di bene,una possibilità di partecipare ad un mistero grandissimo,al punto da chiedere di essere introdotti in questo stato spirituale che Gesù vive e che dà molto frutto.
Erano certamente a conoscenza del significato della preghiera. Loro stessi probabilmente pregavano. Avevano sentito dire,o qualcuno aveva anche partecipato alla preghiera di Giovanni Battista che insegnava ai suoi. Ma ora sentono questa necessità di inserirsi in questo nuovo stato di preghiera che continuamente vedono e ascoltano nel loro maestro,Gesù il Cristo.
Gesù non si pone molte domande sul perché di questa richiesta o da che parte iniziare o se gli adepti siano culturalmente e spiritualmente pronti ad introdursi nel mistero di Dio,offre senza indugio qualche piccola indicazione pratica e fondamentale in quella enorme preghiera che è il Padre Nostro,proclamando con forza l'efficacia della preghiera e sottolineandone i contenuti e le modalità proprie.
Mi sembra qui di poter distinguere tre fasi o situazioni di preghiera personale:la preghiera spontanea,la preghiera difficile e la preghiera dono.
LA PREGHIERA SPONTANEA
«Quando pregate,dite...» (Lc11,2a).
E' la preghiera che nasce facilmente dentro ciascuno di noi,senza sforzo,senza metodo,stimolata da quanto conosciamo della Rivelazione. E' la nostra risposta istintiva di fronte alle grandezze,alla potenza,alla bellezza,alla bontà,alla misericordia di un Dio che senza limiti e confini si rivela. Essa è presente in ciascun uomo,in ciascuna persona umana,pur se in modi assai diversi.
Cantava S. Francesco d'Assisi:"Laudato sie,mi Signore,cun tutte le tue creature,spezialmente messer lo frate Sole,....Laudato si,mi Signore,per Sora Luna e le Stelle....Laudato si,mio Signore,per frate Vento e per Aere e Nubilo e Sereno e omne tempo...»
Se ciascuno raccontasse la propria esperienza quotidiana:quanti esempi di preghiera spontanea!
LA PREGHIERA DIFFICILE
Ma quando si passa da una preghiera spontanea e occasionale,che va e che viene,a una preghiera più metodica e regolare,ecco sopraggiungere grosse difficoltà.
In parte è una difficoltà psicologica,una incapacità di immaginarsi alla presenza di Dio e di mettersi in dialogo con Lui,perché i nostri pensieri sono degli insubordinati e come in un turbine vanno e vengono da una parte all'altra.
E poi si sente un divario immenso tra la nostra esperienza quotidiana,ricca di fallimenti e di disagi,e l'incontro con Dio:sperimentiamo una frattura fra ciò che diciamo a Dio nella preghiera e ciò che realmente siamo nella non autenticità della nostra giornata.
E allora arriva il dubbio e la difficoltà:che valore ha la mia preghiera se la mia vita non è vera e spesso lacerata?
Non bisogna arrendersi. Se qualche volta lasciamo da parte la nostra preghiera non importa,ma non dimentichiamola. Ritorniamo a cercarla. Un aiuto ci viene da personaggi biblici con i quali ci sentiamo in sintonia,da un confronto tra la loro e la mia situazione. E allora arrivo a pregare chiedendo quell'acqua che la Samaritana chiese a Gesù,a mettermi con Maria e le altre donne ai piedi della croce...A lasciare che sia Lui a pregare in noi. A permettere che una purificazione faticosa e lunga,ma necessaria elimini la presunzione di sé per assere pronti ad affidarsi unicamente al Signore:<<..Venga il Tuo Regno(Lc11,2b)>>.
LA PREGHIERA DONO
Non c'è molto da dire. E' il senso della presenza di Dio. Mentre prima si esperimenta lo sforzo e la difficoltà dell'incontro con il nostro Dio,ora lo si avverte sempre presente:è la sua presenza mistica nella mia vita,nel mio quotidiano,nel mio cuore,nel mio pensiero,nel mio essere. Ma bisogna essere come i grandi mistici per arrivare a questo livello?
Ovviamente la forma mistica è un dono che nessuno sceglie o può pretendere. E' puro dono di Dio. I modi e le grazie di questa Presenza mistica,di questo dono gratuito,in quanto dono,saranno naturalmente diversi:la conformità della nostra volontà con quella di Dio,goduta,amata,voluta,accettata,cercata,è per tutti,perché il succo di ogni preghiera si traduce nella parola del Padre nostro:”sia fatta la tua volontà”.
Scriveva il Cardinal Martini:<<La volontà di Dio è la sua autodonazione d'amore,come Padre che nel Figlio si dona nello Spirito. E la preghiera unificante è amare questa volontà che si determina nel quotidiano>>.
Anche noi allora potremo dire con l'Apostolo Paolo:<<Per me vivere è Cristo>>(Fili 1,21)...<<Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo,ma Cristo vive in me>>(Gal 2,20)...<<In Lui infatti viviamo,ci muoviamo ed esistiamo>>(At 17,28a).
A.B.
LA PREGHIERA DEL PAPA.
Nella lunga intervista di padre Spadaro della Civiltà Cattolica a Giorgio Mario Bergoglio, alla domanda su come il Papa prega, lui risponde ricordando le preghiere che dice durante la giornata e poi aggiunge: «Ciò che davvero preferisco è l’Adorazione serale, anche quando mi distraggo e penso ad altro o addirittura mi addormento pregando. La sera, quindi, tra le sette e le otto, sto davanti al Santissimo per un’ora in adorazione». Il Papa non è solo il Pastore universale, ma anche il Maestro della vita cristiana. Con tutte le cose che deve fare e le decisioni da prendere, ci dà l’esempio: alla sera passa un’ora davanti al Tabernacolo dove c’è Gesù, da cui riceve la forza, la serenità, il coraggio, la lucidità, tutto il necessario alla sua vita.
L’abitudine alla preghiera non viene, per Papa Francesco, da una vita cristiana impostata bene fin dall’inizio, ma da un ritorno a Cristo quando aveva vent’anni: operato al polmone destro, gliene asportarono una parte. Nato in una famiglia cristiana, nell’adolescenza aveva abbandonato la preghiera e la frequenza alla chiesa. Ma durante la lunga e dolorosa permanenza in ospedale, con l’aiuto di una suora ritorna a Cristo e decide di farsi prete e poi gesuita. La sua preghiera è il frutto di un graduale ritorno ad un’autentica vita cristiana.
Nel mondo d’oggi, che impone una vita travolgente di impegni, informazioni, preoccupazioni, divertimenti e distrazioni, attraversiamo tutti la crisi della preghiera. Si dice che non abbiamo mai tempo, siamo sempre di corsa. Ripetiamo delle formule, il cuore e a mente sono lontani. Se perdiamo il contatto personale con Gesù Cristo e il mondo soprannaturale, ci ritroviamo da soli con le nostre miserie e i nostri limiti.
Cos’è la preghiera e perché pregare? É mettersi in comunicazione intima, personale, affettuosa con Dio; è parlare, amare, ringraziare, chiedere perdono, rispondere a Dio. Tutti gli uomini pregano, tutte le religioni hanno le loro formule, riti e metodi, ma pregano un Dio che non conoscono. Noi cristiani abbiamo ricevuto la rivelazione di Gesù Cristo che Dio è amore, sappiamo che la preghiera dev’essere un’esperienza personale di parlare con Dio, metterci in trasparenza davanti a Dio e riconoscere la sua grandezza infinita, la sua bontà e misericordia, ringraziare per i doni che ci ha fatto e poi, la nostra miseria, piccolezza, debolezza. E raccontare a Dio le nostre gioie e sofferenze, come fa il bambino con il papà e la mamma, chiedendo quelle grazie di cui sentiamo la necessità.
Dio mi ama e vuole il mio bene. La preghiera è dirgli di farmi conoscere la sua volontà e darmi la forza e l’umiltà di fare quanto lui vuole da me, perché fare la volontà di Dio è il miglior modo di vivere. Bisogna dare a Dio il suo tempo, non basta un pensiero affrettato perché pregare vuol dire sperimentare e anche commuoversi per la misericordia e il perdono di Dio. Quando si sperimenta in concreto l’amore di Dio e con Dio, che viene da una vita impostata sull’imitazione di Cristo, allora si sente davvero di avere “una marcia in più” anche di fronte alle più gravi difficoltà e prove che la vita ci riserva. San Giovanni della Croce dice che bisogna avere una cella segreta nel nostro cuore, per incontrare Dio e l’amore che Dio ha per me, sempre, anche quando sbaglio e vado fuori strada. É la cella della contemplazione, dell’adorazione, del tempo destinato alla preghiera. É il segreto della vita cristiana, quello che fa vivere meglio.
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"RESPIRA BENE E...PREGA!"
Signore, mostraci l’avvento del giorno!
Signore, dopo questi tempi di caos
donaci tempi di conservazione!
Dopo tanto errare
mostraci l'avvento del giorno!
Fà che i nostri occhi vedano
la tua parola aprirci la via.
Finché tu abbia cancellato la nostra colpa,
lasciaci nel silenzio della pazienza.
In silenzio vogliamo predisporci
finché ci chiamerai a tempi nuovi,
finché placherai tempeste e diluvi
e la tua volontà farà miracoli.
Fratello, finché dura la notte,
prega per me!
D. Bonhoeffer
(da Voci Notturne, Poesie, in Resistenza e Resa)
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RICOMINCIA
ANCHE se senti la stanchezza,
ANCHE se il successo ti abbandona,
ANCHE se un errore ti fa male,
ANCHE se un tradimento di ferisce,
ANCHE se un'illusione ti spegne,
ANCHE se il dolore brucia gli occhi,
ANCHE se i tuoi sforzi vengono ignorati,
ANCHE se l'ingratitudine è la tua ricompensa,
ANCHE se l'incomprensione ti mozza il sorriso,
ANCHE se tutto rimane nell'indifferenza,
RICOMINCIA
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Ogni muro,
anche il più alto, il più invincibile, il più opprimente
può cadere!
Più che le armi ed i picconi,
dacci, o Dio, la forza dell'ironia
e della fiducia in Te,
perché possiamo essere
uomini e donne di libertà, sotto il Tuo sguardo.
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DIO CONTA SU DI TE
Dio solo può donare la fede;
ma tu puoi donare la tua testimonianza.
Dio solo può donare la speranza;
ma tu puoi dare fiducia ai tuoi fratelli.
Dio solo può donare l'amore;
ma tu puoi insegnare agli altri ad amare.
Dio solo può donare la pace;
ma tu puoi seminare l'unione.
Dio solo può donare la forza;
ma tu puoi incoraggiare lo sfiduciato.
Dio solo è il cammino;
ma tu puoi indicarlo agli altri.
Dio solo è la luce;
ma tu puoi farla brillare negli occhi di tutti.
Dio solo è la vita;
ma tu puoi dare agli altri il desiderio di vivere.
Dio solo può fare ciò che sembra impossibile;
ma tu puoi fare il possibile.
Dio solo basta a se stesso;
ma Egli preferisce contare su di te.
dal Brasile
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BENEDIZIONE
Aiutaci,
Signore, a camminare nella vita della gente;
Aiutaci,
Signore, a vivere l'oggi sognando insieme;
Aiutaci,
Signore, a perderci per qualcosa o per qualcuno
che
rimarrà anche dopo che noi saremo passati
e
che costituisce la ragione dei nostro ritrovarci.
Ogni
gesto sia motivo per celebrare il Signore.
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Dio ama tutti i piccoli uccellini
e vede anche noi.
Dio ama alberi e fiori e tutto ciò che cresce,
e ama anche noi.
Dio ama tutta la gente del mondo,
e ama anche noi.
Perché vede tutti quelli che sono feriti, soli o
ammalati,
persone che non abbiamo mai notato o sono
molto distanti,
e vede anche noi.
Preghiamo che si sentano come piccoli uccellini in
un nido caldo,
avvolti dalla tua cura amorevole,
e che avvolga anche noi.
Preghiamo per tutti i bambini e i giovani nella
fede
e lo facciamo nel nome di Gesù.
Amen.
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