domenica 25 gennaio 2026

La Spezia. «Noi, di fronte all’abisso del male»

Venerdì scorso a La Spezia, un ragazzo ha accoltellato a morte un suo compagno di classe. Gli amici del movimento spezzino di Comunione e Liberazione, tra tante parole lette e ascoltate, hanno provato a dialogare tra loro partendo «dalla capacità della nostra storia di avere qualcosa da dire anche su fatti come questo, cercando di stare di fronte al contraccolpo e alle domande che ha generato nel cuore di ognuno di noi». Ne è nato un volantino che hanno diffuso.

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C’è qualcuno che può liberarci dal nostro male?

Ciò che è accaduto in un’aula della nostra città come ci ha trovato? Addolorati, sgomenti, indifferenti, sfiduciati? Qualche tremendo istante all’istituto Einaudi-Chiodo ha distrutto la vita di un giovane, ha cambiato in modo indelebile quella di un altro ragazzo, delle loro famiglie e, in qualche modo, quella di ognuno di noi. È difficile stare di fronte all’abisso di male di cui è capace il cuore dell’uomo, senza girarci dall’altra parte, senza lasciarci andare a conclusioni impossibili da trovare, eppure, se non ci arrestiamo allo scandalo, ci rendiamo conto che quel male ci riguarda, è presente in ognuno di noi. Una profonda ferita rimane aperta e ci spinge ad essere più veri. C’è qualcosa per cui la vita vale? C’è qualcuno che può liberarci dal nostro male? Ciò che accade e che ci scuote non può lasciarci come prima. Cosa ci chiede di guardare, di cambiare? Che cosa ci rende capaci di coinvolgerci con i giovani e fargli compagnia nella ricerca del vero? Facciamo nostre le parole di monsignor Torriani ai funerali di una delle vittime di Crans-Montana: «Oggi chiediamo solo questo: la forza di trovare qualcosa fuori di noi che ci rimetta in cammino», quel Dio, presente nelle pieghe della nostra vita, che possa tenderci la mano, sostenerci dentro le circostanze più dolorose e incomprensibili, ridonarci quella speranza che ci sembra perduta, che ci ridica: «Uomo, donna, ragazzo, ragazza, tu, voi, non piangete! Non piangete! C’è uno sguardo e un cuore che vi penetra fino nel midollo delle ossa e vi ama fin nel vostro destino» (don Luigi Giussani - Intervento conclusivo agli Esercizi spirituali della Fraternità di CL- 5 maggio 2002).

18 gennaio 2026 

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