Cari amici,
«Il Natale del Signore è il Natale della pace» ha detto papa Leone “Accogliamola e riconosciamola, piuttosto che considerarla lontana e impossibile. Prima di essere una meta, la pace è una presenza e un cammino”.
È questo l’augurio più bello, che la pace nasca e cresca in un mondo dove ancora tante sono le guerre, troppe le armi, immensa la povertà. Non è possibile, infatti, guardare alla “grande gioia” del Natale senza vedere lo scenario drammatico in cui esso si colloca: i tanti conflitti che insanguinano il pianeta.
Non lo ignorano i pranzi di Natale che hanno raccolto migliaia di poveri insieme ai loro amici in 71 paesi del mondo: in Europa, nelle Americhe, in Africa, in Asia. Non pochi si sono svolti in luoghi dove i conflitti sono drammatici, come in Ucraina, in Congo, ad Haiti.
Le tavole belle, i volti sereni, sono “pezzi di pace” strappati alle difficoltà della vita quotidiana di tanti che ogni giorno faticano per vivere, a volte in paesi straziati dal dolore. Sono il segno concreto che la pace è possibile.
Con questo sguardo vi invitiamo a guardare le fotogallery che stiamo pubblicando sul sito, per condividere con voi la gioia di questo Natale e il desiderio che nell’anno che inizia si realizzi il sogno del beato Floribert Bwana Chui, quello di “mettere tutti i popoli alla stessa tavola”.
Una tavola che resta apparecchiata tutto l’anno, perché i poveri trovino cibo e riparo, gli anziani accoglienza, i giovani speranza. Preghiamo e lavoriamo affinché tacciano le armi, perché si realizzino le parole del profeta:
«Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra» (Is 2,4-5).
È il nostro impegno di ogni giorno dell’anno, è l’augurio che rivolgiamo a tutti voi.
Un anno di pace!
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