Qualche mese è scomparso un uomo che con il suo pensiero ha scosso le coscienze dell'Europa intera : Edgar Morin. È uno dei più importanti pensatori francesi del XX secolo, la cui opera ha influenzato molte discipline accademiche e ha cercato di spiegare la complessità del mondo in cui viviamo. La sua teoria della complessità e la sua visione interdisciplinare hanno avuto una grande influenza sulla filosofia, la sociologia e altre discipline accademiche. Secondo Morin, la complessità del mondo richiede un approccio interdisciplinare e una visione olistica dei fenomeni. Nel 2021, in piena crisi del Covid, ormai quasi centenario, Edgar Morin, con una lettera che di seguito vi propongo, ci invitava a creare delle "oasi di fraternità" dove iniziare una terza fase, un mondo nuovo dove affrontare e vivere insieme l'inatteso.
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“Sono stato sorpreso dalla pandemia, ma nella mia vita ho l’abitudine di veder arrivare l’inatteso. L’arrivo di Hitler è stato inatteso per tutti. Il patto tedesco-sovietico era inatteso ed incredibile. L’inizio della guerra d’Algeria è stato inatteso. Non ho vissuto altro che l’inatteso e l’abitudine alle crisi. In questo senso, vivo una nuova crisi enorme che ha tutte le caratteristiche della crisi. Cioè da un lato suscita l’immaginazione creativa, ma dall’altro anche paure e regressioni mentali. Cerchiamo la salvezza provvidenziale, ma non sappiamo come.
Bisogna imparare che nella storia l’inatteso avviene e torna ad avvenire. Pensiamo di vivere di certezze, di statistiche, di previsioni, e dell’idea che tutto fosse stabile. Invece tutto cominciava già a entrare in crisi. Non ce ne siamo resi conto. Dobbiamo imparare a vivere con l’incertezza, cioè con il coraggio di affrontare, di essere pronti a resistere alle forze negative. La crisi ci rende più folli e più saggi. Entrambe le cose. La maggior parte delle persone perde la testa e altre diventano più lucide. La crisi favorisce le forze più contrarie. Auspico che siano le forze creative, le forze lucide e quello che cercano un nuovo cammino quelle che si impongono, anche se sono ancora molto disperse e deboli. Possiamo indignarci a giusto titolo, ma non dobbiamo rinchiuderci nell’indignazione.
C’è qualcosa che dimentichiamo: vent’anni fa è cominciato nel mondo un processo di degradazione. La crisi della democrazia non è solo in America Latina, ma anche nei paesi europei. Predomina il profitto illimitato che controlla tutto in tutti i paesi. Idem con la crisi ecologica. La mente deve affrontare le crisi per dominarle e superarle. Altrimenti siamo le sue vittime. Vediamo oggi avanzare elementi del totalitarismo. Un totalitarismo che non ha nulla a che vedere con quello del secolo scorso. Noi abbiamo tutti i mezzi di sorveglianza di droni, di cellulari, di riconoscimento facciale. Ci sono tutti i mezzi per far nascere un totalitarismo di sorveglianza. Il problema è impedire a questi elementi di unirsi per creare una società totalitaria e invivibile per noi.
Alla vigilia dei miei 100 anni, che cosa posso augurarmi? Auspico forza, coraggio e lucidità. Abbiamo bisogno di vivere in piccole oasi di fraternità”.
(Il testo di Morin è stato pubblicato il 30 gennaio 2021 dall’Associazione Or gris. Anziani protagonisti dei territori in una società per tutte le età).
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