martedì 10 marzo 2026

 


Amnesty International
Cartello dalla manifestazione a Roma contro il Ddl Bongiorno

Da poco è trascorso  l’8 marzo, ma non è stato il momento di festeggiare, perché È il momento di lottare.

Infatti, in tutto il mondo donne e ragazze continuano a subire discriminazioni di ogni tipo. In Italia si sta riscrivendo la legge sul consenso, cancellando con un colpo di spugna il “Sì” libero e attuale, spostando ancora una volta il peso sulle sopravvissute che saranno costrette a dimostrare di aver detto “No”. Un grave passo indietro a cui abbiamo risposto partecipando alla manifestazione del 28 febbraio, ribadendo che solo sì è sì! Ascolta le voci dalla piazza.

✌️ Una vittoria europea

Insieme al movimento “My Voice My Choice”, giovedì 26 febbraio abbiamo festeggiato una vittoria, anche se parziale. Infatti la Commissione europea ha stabilito che gli stati membri potranno utilizzare il Fondo sociale europeo plus (Fse+) per garantire l’accesso a un aborto libero e sicuro a tutte quelle donne che non possono praticarlo nel proprio paese e sono costrette a viaggiare per farlo.

🚨 Emergenza Etiopia

Nella regione etiope di Oromia c’è una vera e propria emergenza di violenze sessuali. I membri dell’Esercito di liberazione oromo (Ola) hanno sottoposto donne e ragazze a stupri e schiavitù sessuale durante il conflitto iniziato nel 2019. Abbiamo intervistato 10 sopravvissute a stupri di gruppo, sette di loro erano minorenni all’epoca dei fatti.

“Dopo averci forzato a mangiare, hanno stuprato mia figlia. Mi hanno accoltellata mentre urlavo ‘Perché violate mia figlia?’ Dopo avermi accoltellata, hanno iniziato a violentare anche me.”

Questi crimini efferati sono da considerarsi crimini di guerra e continueremo a denunciarli e a stare accanto alle donne e alle ragazze etiopi.

❗ La Premio Nobel iraniana sempre più a rischio

Narges Mohammadi

Narges Mohammadi ha lottato per tutta la vita contro la pena di morte e per costruire un paese rispettoso dei diritti delle donne. Dopo precedenti condanne, Narges è di nuovo in carcere ed è sempre più in pericolo a causa del conflitto in corso. Già in passato le autorità iraniane hanno utilizzato i conflitti armati come pretesto per aumentare i maltrattamenti e le esecuzioni delle persone in carcere. Continuiamo a chiedere libertà per Narges e le altre persone detenute solo per aver difeso i diritti umani!

🎞️ Al cinema!

poster del film

Mentre proteste e repressione imperversano nei grandi centri urbani, nell’Iran periferico c’è un’altra ribellione per il cambiamento che si scontra con un sistema patriarcale e misogino. A raccontarla sono stati i registi Mohammad Reza Eyni e Sara Khaki nel loro “Scalfire la roccia”, nelle sale dall’8 all’11 marzo con il nostro patrocinio. La storia è quella di Sara Shahverdi, prima donna a essere eletta nel consiglio del suo villaggio, che lotterà per ottenere diritti per la sua comunità. Trova la sala più vicina a te!

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