Cara/o,
il Natale è tempo di buone notizie. Dice l'antico profeta Isaia: “Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia”.
Annuncia la nascita di un bambino, di un figlio, in questo tempo di tenebre, di spaesamento, in cui il futuro fa paura, soprattutto ai giovani, e siamo preoccupati per il futuro dei nostri figli.
Ci sono guerre nel mondo, c'è tenebra, buio e freddo nelle vie di Kiev, di Gaza, di Goma, di Khartoum, c'è tanto buio in queste e in altre città. E allora c'è bisogno di una luce che illumini e riscaldi senza accecare, che contrasti il grande buio. Questo è il Natale.
“Non temete - dicono gli angeli - vi annuncio una grande gioia che sarà di tutto il popolo”. Non lo dicono ai potenti, ai forti, ma ai pastori – cioè al popolo - perché tutto il popolo faccia festa.
È una gioia per tutti quella del Natale, nessuno deve essere escluso.
Per questo Sant'Egidio invita tutti a Natale! È il pranzo di Natale dove ci sarà posto per tutti, soprattutto per chi è solo, in difficoltà, per chi è senza nessuno, per chi è povero.
Festeggiamo la nascita di un bambino che è il principe della pace. E le Parole di questo Natale sono tre: Luce, gioia e pace.
Pace: buona notizia per chi soffre la guerra, per i bambini, per le donne, per gli anziani, per chi si combatte.
Luce: per chi sta cercando un orientamento, una strada.
Gioia: perché per tutti c'è una buona notizia.
Tre parole, tre segni che sono il dono di Natale del 2025 per tutti noi.
Mentre li riceviamo, condividiamo questa pace, questa gioia e questa luce.
Preghiamo per la pace, gioiamo insieme a tutti nelle preparazioni del pranzo di Natale. Portiamo una luce con le nostre persone, con le nostre parole, col nostro calore, con la nostra tenerezza, con la nostra amicizia, di cui tutti siamo capaci e portatori.
Buon Natale di pace, di gioia e di luce a tutti!
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