martedì 2 settembre 2025

QUOTIDIANITA'

Ogni volta che cerco di allontanarti, ogni volta che scelgo di allontanarmi, tu resti – a distanza, con discrezione, ma resti. Resti su ogni ciglio, ti affacci su ogni burrone, mi tieni e sostieni con tanta più forza quanto più vicina all’abisso mi sento, quanto più vicina all’abisso mi trovo. Proprio quando scelgo di gettarti giù perché ho scelto di gettarmi giù, tu mi curi e mi riconduci a me stessa.

Perché non c’è nessuno che non abbia una ferita da offrirti, una libertà da riacquistare, un anno di grazia da scoprire per poterlo proclamare… E allora scelgo, mi affido: sei tu ad aprirmi gli occhi per riconoscere lo spirito che è su di me, allargarmi il cuore per accogliere la consacrazione a cantare il lieto annuncio nella semplicità della mia vita quotidiana.

Mi affido alla tua voce, alle tue mani, alla tua persona. Mi affido alla semplicità quotidiana, alla familiarità concreta. Nella tua persona quelle che erano parole si fanno carne – anche attraverso la mia voce, anche tramite le mie mani.


Verena M.


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