mercoledì 31 dicembre 2025

GRAZIE 2025 !!

Oggi è l’ultimo giorno dell’anno, una tappa del tempo che passa, che segna una fine e apre a un nuovo inizio.

Questo testo di papa Giovanni può accompagnarci in questa giornata finale dell’anno, tenendo nel cuore un pensiero di gratitudine per il bene che anche quest’anno abbiamo ricevuto:

“Un anno è abbastanza lungo.

Anche se qualche giorno fu ferito dal dolore e dalla sofferenza,

non è mancata la nota lieta che ha addolcito le ore:

una parola di conforto, qualche cosa di armonioso,

come il destarsi di un ricordo lontano,

il contemplare il frutto della propria fatica:

un momento di speciale intimità con Dio:

un raggio di sole che ha rotto le nuvole:

una lettera, una visita, un pensiero memore e gentile.

Forse furono attimi, ma il Signore non ce li ha lasciati mancare.” 


giovedì 25 dicembre 2025

BUON NATALE !!

A GESU' BAMBINO 

di UMBERTO SABA

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La notte è scesa

e brilla la cometa

che ha segnato il cammino.

Sono davanti a Te,

Santo Bambino!

Tu, Re dell'universo,

ci hai insegnato

che tutte le creature sono uguali,

che le distingue solo la bontà,

tesoro immenso,

dato al povero e al ricco.

Gesù, fa' ch'io sia buono,

che in cuore non abbia che dolcezza.

Fa' che il tuo dono

s'accresca in me ogni giorno

e intorno lo diffonda,

nel Tuo nome.



martedì 23 dicembre 2025

Le Parole di questo Natale: Luce, gioia e pace. È questo il nostro augurio e la nostra speranza!


venerdì 19 dicembre 2025

RADICI

<<Non me ne potevo andare,

perché lontano da questa terra

sarei stata come gli alberi che tagliano a Natale,

quei poveri pini senza radici

che durano un po’ di tempo e poi muoiono.>>


Isabel Allende

lunedì 15 dicembre 2025

APRIRE GLI OCCHI

 


<<Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.>>

Paulo Coelho, Le cose che ho imparato nella vita

domenica 14 dicembre 2025

CON LEGGEREZZA

<<Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore.>>

Mattea Rolfo

giovedì 11 dicembre 2025

COMUNITA' DI SANT'EGIDIO:NON DIMENTICHIAMO GLI ULTIMI(A NATALE E NON SOLO)

 

sabato 6 dicembre 2025

“Preparare la pace, non la guerra”

La guerra non è più un rumore lontano: orienta scelte pubbliche, condiziona i dibattiti politici e modifica priorità economiche. Nel 2024 la spesa militare globale ha superato i 2.700 miliardi di dollari, mentre conflitti in Ucraina, Gaza, Sudan e in altre aree coinvolgono direttamente le popolazioni civili. In questo contesto, l’Assemblea generale della Cei ha approvato la Nota pastorale “Educare a una pace disarmata e disarmante”, dove non propone evasioni dalla realtà, ma un confronto serio con le tensioni del presente, fondato sulla centralità di Cristo, “nostra pace”. La pace non è un’astrazione né un equilibrio diplomatico precario, ma un percorso che richiede conversione culturale e scelte coerenti. Ribadendo le indicazioni di Papa Francesco in "Fratelli tutti", sottolinea che la sproporzione delle armi contemporanee rende inapplicabili i criteri tradizionali della “guerra giusta” e sollecita una lettura dei conflitti entro un quadro globale complesso, segnato da fragilità culturali e sociali. L’invito è a evitare interpretazioni riduttive e a promuovere uno sguardo capace di cogliere la densità delle situazioni, superando schemi contrapposti e mantenendo la sobrietà richiesta dal Vangelo della pace.

La sezione centrale valorizza l’educazione come responsabilità condivisa tra famiglia, scuola, comunità ecclesiali e società civile. La famiglia è presentata come “prima palestra di educazione alla pace”, luogo dove si apprendono dialogo e gestione dei conflitti. La scuola è chiamata a diventare “comunità educante”, capace di promuovere cooperazione, pensiero critico e rispetto del pluralismo. Ampio rilievo è dato al digitale, definito “un ambiente che riconfigura la percezione del reale”, in grado di generare “letture degli eventi sganciate dalla realtà dei fatti”.

Nel documento rientra anche la riflessione sull’intelligenza artificiale, la cui capacità crescente di produrre contenuti alternativi al reale rischia di “cancellare la distinzione tra ciò che esiste e ciò che è artificialmente costruito”.

Educare alla pace significa quindi formare alla responsabilità comunicativa e alla cura delle parole, evitando che rete e tecnologie digitali diventino “strumenti di divisione” invece che luoghi idonei a “costruire la fraternità umana”. Per questo si invita a sviluppare percorsi che “trasformino la paura dell’altro in opportunità di incontro”, contribuendo a prevenire rigidità e contrapposizioni e restituendo alla relazione un ruolo decisivo nella costruzione del tessuto comunitario.

La conclusione apre un orizzonte operativo che non elude la complessità dei conflitti, ma invita a leggerli con realismo. Si richiama la necessità di avere “il coraggio di vie alternative per dare sostanza al realismo lungimirante della cura della dignità umana e del creato”, ricordando che esperienze quali l’obiezione di coscienza e il servizio civile hanno segnato il passaggio dalla logica del “se vuoi la pace prepara la guerra” a quella del “se vuoi la pace prepara la pace”. Si afferma che un servizio civile obbligatorio rappresenterebbe “un investimento per dare alle prossime generazioni l’occasione di praticare la cura per la dignità della persona umana e per l’ambiente”.

Tra le piste indicate compare l’obiezione bancaria, che invita a disinvestire da istituti coinvolti nella produzione di armamenti. Viene inoltre sottolineato che l’Unione europea mostra che “un’altra strada è possibile, che la logica della violenza non è inevitabile”, sollecitando scelte che non alimentino scenari bellici. Altri ambiti includono la giustizia riparativa, definita pratica “tesa a risanare relazioni in contesti di conflittualità”, e la cura del creato come dimensione essenziale della pace. La responsabilità ora passa alla Chiesa territoriale, chiamata a tradurre queste indicazioni in scelte verificabili, capaci di incidere nel tessuto sociale attraverso uno stile ecclesiale sobrio, attento e orientato alla costruzione della pace nel tempo presente.

Riccardo Benotti su Agensir.it

giovedì 4 dicembre 2025

AMNESTY INTERNATIONAL

 

Amnesty International

Oggi avremmo davvero voluto festeggiare insieme a te, ma purtroppo il voto al Senato per introdurre il concetto di consenso libero e attuale nel codice penale, calendarizzato per martedì pomeriggio dopo l’approvazione alla Camera, è stato rinviato. Dopo cinque anni di lotte con la campagna #IoLoChiedo e un grande lavoro di sensibilizzazione e pressione, speravamo realmente di aver raggiunto questo importante obiettivo.

 

Come dimostra un sondaggio che abbiamo commissionato, il concetto di consenso è sempre più presente nella società italiana che, per la prima volta, inizia a rifiutare i principali falsi miti sullo stupro.

 

Continuiamo insieme a fare pressione: firma condividi l’appello, facciamo capire al governo che vogliamo questa legge!

💸 Repressione con i tuoi soldi!

persone migranti abbandonate nel deserto

In Tunisia le autorità stanno smantellando pezzo per pezzo le tutele per le persone migranti, rifugiate e richiedenti asilo. Pratiche di polizia razziste, discorsi xenofobi e violazioni dei diritti umani sono all’ordine del giornoE l’Unione europea (Ue) è complice: infatti l’accordo incentrato sul controllo delle migrazioni tra Ue e Tunisia prevede finanziamenti e forniture per la gestione delle frontiere, ma nessuna garanzia sul rispetto dei diritti umani.

⚖️ Pace senza giustizia

Nonostante le continue sofferenze della popolazione civile ucraina, il piano di pace di cui si sta discutendo sembra contemplare la cessione di territori alla Russia e una possibile amnistia per le persone che hanno preso parte alla guerra. Ma una cessazione duratura del conflitto deve prevedere giustizia e riparazione, a partire dal rientro di tutte le bambine e i bambini trasferiti con la forza dall’Ucraina e la liberazione dei prigionieri detenuti illegalmente.

🏭 Cop30: nulla di fatto sui diritti

Avrai sicuramente sentito delle notizie che sono arrivate dalla Cop30 in Brasile, tra cui quella di un incendio divampato in un padiglione. Ma forse non sai che anche questa Cop si è rivelata un fallimento. Infatti nel documento finale non c’è alcuna menzione di un’uscita dal fossile né di finanziamenti agli stati a basso reddito per affrontare le minacce presenti e future poste dal cambiamento climatico. Insomma, ancora una volta si è scelto di preferire i profitti sulle persone.

⛹️ Sport e diritti umani

Tommie Smith e John Carlos con il pugno alzato

Ricordi la foto iconica di Tommie Smith e John Carlos con il pugno alzato? E il corridore guineano Braima Suncar Dabó che corre gli ultimi metri di una gara importante abbracciato a un altro atleta in difficoltà? La storia dello sport è piena di gesti memorabili che ne rappresentano i valori.  Anche quest’anno vogliamo premiare gesti e iniziative – simboliche o concrete – che contribuiscono a promuovere i valori di rispettoinclusione assunzione di responsabilità.

Per selezionare le persone più meritevoli abbiamo bisogno di te! Puoi candidare la squadra, il gruppo sportivo o l’atleta che per te quest’anno sono più meritevoli inviandoci un’email all’indirizzo info@sportedirittiumani.it





mercoledì 3 dicembre 2025

Una maturità più grande

Il 21 novembre 1988 don Luigi Giussani scrisse agli iscritti alla Fraternità una lettera di auguri per l'inizio dell’Avvento, ricordando «la ragione unica» dello stare insieme. Riproporla e rileggerla oggi può essere utile perché conserva intatta una sua attualità

Carissimi fratelli,

   la soglia dell’Avvento rilancia la storia del grande sacramento della sua incarnazione: il Mistero si è «circoscritto in un volto umano». Qui sta tutto lo stupore, l’onore e la responsabilità della nostra fede.

   È in questo la ragione unica della nostra fraternità. Ognuno di noi infatti potrebbe seguire il Signore e la sua Chiesa come crede opportuno, appoggiandosi come vuole, scegliendo cioè luoghi secondo il suo sentire o secondo le sue opinioni. Invece noi ci siamo messi insieme perché, attraverso la sequela obbediente all’incontro che è avvenuto tra noi, il Signore ci ha fatto intravedere un’intensità e gioia maggiori nel vederLo e nel seguirLo.

   L’Avvento ci trova insieme perché da un ascolto umile e da una fedele sequela noi siamo persuasi che proviene un cammino cristiano più vero, secondo l’esempio del Verbo fatto «obbediente» – e secondo l’esempio degli ordini religiosi nella storia della Chiesa.

   La nostra unità non dà quindi alcun obbligo, non è un dovere: essa è semplicemente un metodo, perché la carità di Cristo sia più semplice, sicura, ardente, intera e continua.  

   Quante vicende ha attraversato il movimento in questi ultimi sei mesi! E quante vicende personali! E quanti pensieri, opinioni, reazioni, impeti ed incertezze possono essere sorti nel nostro cuore. Ma ciò che importa è riprendere più concretamente e generosamente l’umile sequela alla unità che ci guida, ci invita e ci decide. Essa può ben sbagliare:

-    per questo dobbiamo pregare che essa sia più protesa nella invocazione dello Spirito e della Madonna e nell’attenzione all’insegnamento e alle direttive del Magistero; 

-    per questo dobbiamo sempre intervenire positivamente, con pazienza.

   Ma proprio per quanto abbiamo detto, non sarebbe mai conveniente a noi scegliere di staccarci per affermare ultimamente nostre posizioni personali o di gruppo: è in una sequela alla compagnia dataci dal Signore il metodo più utile per imparare lo Spirito e l’obbedienza al mistero della Chiesa!

   Riprendiamo il cammino, allora, con una maturità più grande, cioè con una più grande consapevolezza, umiltà e amore fedele.

   Mai la nostra compagnia è stata una fioritura così impressionante di creazioni in cui «la gioia dell’amore a Cristo si rende sperimentabile nell’amore ai fratelli»: dalla generosità del «mattone», ai tentativi di creare grandi opere per malati e anziani, dalle cooperative per handicappati a quelle per il sostegno e la compagnia ai bisognosi, dalle famiglie per l’accoglienza alla grande accoglienza della gente di tutto il mondo per amore del loro Destino, Cristo, come sono tutte le nostre missioni.

   Grazie di cuore, fratelli.

Perdonatemi ciò di cui non so esservi esempio, e vi sono eternamente riconoscente per l’esempio che a me voi tutti siete.

   Auguri di Buon Natale, a voi, alle vostre famiglie, ai vostri gruppi. 


Affezionatissimo don Luigi Giussani

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