lunedì 21 marzo 2016

Sergio Mattarella e Papa Francesco

<<La tentazione di alzare muri, di erigere barriere di filo spinato, di rifugiarsi in un illusorio isolamento presente in parte nella stessa opinione pubblica europea, oltre che moralmente
inaccettabile, è del tutto inefficace. Soltanto la cooperazione può governare questo fenomeno, facendo prevalere le ragioni della luce su quelle dell’oscurità. L’emergenza che ogni giorno, da tempo, porta migliaia di persone a rischiare la propria vita e quella dei propri cari per mare e per terra, in condizioni disperate è figlia della povertà, dell’instabilità dello sviluppo precario e delle guerre, tutti fenomeni ancora oggi purtroppo presenti in diverse Regioni del pianeta.>>



“Tanti non si assumono responsabilità sul destino dei rifugiati”, si rammarica il Papa. Una frase accorata, pronunciata lasciando da parte per un attimo il testo scritto, diventa grido d’allarme per la sorte dei profughi. A Gesù «viene negata ogni giustizia» e «prova sulla sua pelle anche l’indifferenza perché nessuno vuole assumersi la responsabilità del suo destino», scandisce Francesco a San Pietro nell’omelia della domenica delle Palme. E, dopo alcuni secondi di silenzio, aggiunge a braccio: “Penso a tanta gente a tanti emarginati, a tanti profughi a tanti rifugiati", per i quali "non vogliono assumersi la responsabilità del loro destino."

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