domenica 22 settembre 2013

W LA PACE...SEMPRE!!

Se l'uomo non butterà fuori dalla storia la guerra, sarà la guerra che butterà fuori dalla storia l'uomo.

Gino Strada

sabato 21 settembre 2013

SULL'AMORE.

Non importa quanto si dà ma quanto amore si mette nel dare.
Madre Teresa di Calcutta

TRA IL DIRE E IL FARE....

Mi sono imposto di avere il coraggio di dire tutto quello che ho il coraggio di fare.
Michel De Montaigne

mercoledì 18 settembre 2013

CREDO

CREDO in Dio padre che crea il cielo, la terra e l'uomo a sua immagine e somiglianza colmandolo di doni e chiamandolo ad essere parte di un progetto di amore.

CREDO in Gesù Cristo che assunse la nostra umanità, che predicò un Regno di giustizia e di gioia, e che per via di questo morì, resuscitò dai morti per offrire agli uomini la possibilità di vincere il peccato e riconciliarsi.

CREDO nello Spirito Santo, soffio d'amore e grazia che mai viene meno, presenza che ci sostiene e consiglia nella vita, che attraverso fedi e religioni diverse guida ogni uomo nella ricerca e all'incontro con la Verità.

CREDO nella comunione degli uomini in cammino verso il Regno dei cieli.

CREDO nei segni dell'alleanza di Dio con l'umanità.

CREDO nella conversione del cuore.

CREDO nel servizio ai fratelli come sostegno ai bisogni del mondo.

CREDO nella povertà, scelta di vita e abbandono fiducioso a Dio.

CREDO nella forza della Verità che è nel profondo del cuore di ogni uomo ed è unità con Dio.

CREDO nell'amore tra le persone,che è mezzo di conoscenza, di crescita e di abbandono, e manifestazione dell'amore di Dio.

CREDO nel miracolo della nascita di una nuova vita segno della continuità della creazione divina.

CREDO nella preghiera come ascolto e dialogo con Dio.

CREDO nella pace e nel Regno dei Cieli che possiamo realizzare ogni giorno nell'attesa del pieno compimento dei tempi.

Amen

lunedì 16 settembre 2013

SALVATE "IL SOLDATO SILVIO"...COSTI QUEL CHE COSTI??

Scrive Don Antonio Sciortino su Famiglia Cristiana:
La gente non ne può più di polemiche sterili e dannose per il Paese. Da mesi, ormai, non si fa altro che parlare, in modo ossessivo, della decadenza di Berlusconi da senatore, dopo una condanna di terzo grado per frode fiscale. Quasi fosse l’unico problema dell’Italia, alle prese con una crisi che ancora morde duramente. E nonostante, appena fuori i nostri confini, il mondo tenga il fiato sospeso per il rischio di una guerra che dalla Siria può allargarsi, a macchia d’olio, dal Medio Oriente al resto del mondo. Le dichiarazioni di responsabilità si sprecano, ma sono solo parole vuote. Di responsabilità ce n’è davvero ben poca. Qualsiasi persona di buon senso capisce che gettare oggi il Paese nell’instabilità politica è un’insana follia che porta al caos e alla dissoluzione, del tanto peggio tanto meglio, con pesanti conseguenze sui bilanci delle famiglie e delle imprese che cominciano a intravvedere un barlume di speranza e di ripresa.
........Sarà difficile chiedere nuova fiducia agli elettori dopo averli penalizzati. L’”accanimento terapeutico” per salvare il “soldato Silvio” dopo una condanna definitiva, rischia di gettare il Paese nel caos istituzionale e sociale. Senza sbocchi certi per nessuno. A chi giova? Non certo alle famiglie e ai giovani che vedono il loro futuro sempre più incerto. Eppure, quando fu varato il governo Letta, Berlusconi dichiarò che le sue vicende personali non avrebbero influito sulle sorti del governo. Forse, abbiamo capito male, pazienza
.




giovedì 12 settembre 2013

I PRETI SPOSATI:CHI SONO E QUANTI SONO

Il celibato nel sacerdozio è un dogma e un mito che col tempo vanno sempre più sgretolandosi dinanzi allo sguardo consapevole del Vaticano, il quale dissimula con nonchalance l'esistenza del fenomeno. La Chiesa Cattolica Romana che nel catechismo si professa una, in realtà non è poi così indivisa essendo costituita anche da numerose chiese cattoliche di rito orientale, queste riconoscono il Papa come Primate, ma si differenziano da quelle di rito latino anche per la disciplina delcelibato dei sacerdoti. Tra gli elementi di alterità che distinguono le chiese di rito orientale, vi è, dunque, la possibilità di poter ordinare sacerdoti anche gli uomini sposati. Chi è celibe deve invece mantenersi tale così come i vescovi e i monaci. In Italia sono presenti tre chiese di rito orientale con preti sposati: l'Abbazia di Grottaferrata, nel Lazio, gestita dai monaci basiliani; l'Eparchia di Lungro in Calabria e l'Eparchia di Piana degli Albanesi in Sicilia. Dopo il Concilio Vaticano II nelle chiese cattoliche occidentali è invalsa la prassi di ordinare al diaconato degli uomini sposati senza alcun obbligo di"continentia", i quali a differenza dei sacerdoti possono amministrare solo alcuni sacramenti. Ma questa è solo una piccola parte della grande contraddizione che vige all’interno della Chiesa Cattolica, quello che stride di più è la conversione, in fieri, al cattolicesimo di un vero e proprio esercito di preti protestanti e anglicani coniugati che in virtù della dispensa dal celibato mantengono lo status di sacerdote insieme con quello di sposato. Negli ultimi tempi l’orientamento del Vaticano è stato quello di concedere la dispensa, probabilmente per sopperire al vertiginoso calo di vocazioni: nel1980 Papa Giovanni Paolo II emise un provvedimento con cui autorizzò i convertiti a esercitare il sacerdozio pur rimanendo sposati. Il fenomeno è talmente in ascesa che si sono formate anche delle organizzazioni di preti sposati o aspiranti tali allo scopo di promuovere il celibato nella Chiesa, assistere i sacerdoti che si sono sposati senza che abbiano ottenuto l’autorizzazione, e coloro che vorrebbero sposarsi senza abbondare il sacerdozio. L’“Associazione dei sacerdoti spagnoli sposati”, il “Movimento per il celibato opzionale” in Spagna e l'“Associazione dei sacerdoti lavoratori sposati” in Italia ne sono alcuni esempi. Gli Stati Uniti sono un territorio vastissimo e quasi per nulla controllabile dalla Chiesa: i casi di preti che si sposano di loro iniziativa sono molteplici. Il Vaticano, di solito, anche quando ne viene a conoscenza non interviene preferendo non perdere un proprio pastore e di conseguenza un’intera e vasta comunità di fedeli. È davvero impossibile fare una stima esatta dei preti cattolici sposati nel mondo, comprensiva di quelli di rito orientale e quelli di rito latino che sono chiaramente minoritari. Questi ultimi, provenienti dai culti protestanti e dall’anglicanesimo, legittimamente ordinati dopo aver contratto matrimonio, pare che siano circa 2000. La Chiesa Cattolica, come abbiamo visto, è un grande melting pot di chiese di rito diverso. Che in altre nazioni si possano adottare delle pratiche che si discostano da quelle di rito latino è anche comprensibile, perché riferibile al rispetto delle tradizioni e degli usi e costumi di ogni paese, anzi tale diversificazione è sicuramente sinonimo di ricchezza. Riformare il celibato uniformemente nell’intero universo cattolico, invece, potrebbe essere una svolta dagli effetti non irrilevanti. È vero che noi italiani non riusciamo a immaginare il nostro parroco con moglie e figli, che ci rimanda ai film americani, ma potrebbe essere solo una questione di tempo e d’abitudine, d’altronde per farsene un’idea basta recarsi a Piana degli Albanesi, Lungro o Grottaferrata. Non si può, sottovalutare, però, che una tale riforma potrebbe anche significare porre un freno alla grande piaga dei numerosi casi di abusi sessuali sui minori che negli ultimi decenni hanno fortemente minato la credibilità della Chiesa Cattolica, con un probabile ritorno anche di un numero considerevole di nuove vocazioni, magari bloccate proprio dal celibato. Una questione di grande spessore su cui Papa Francesco, cui di certo non difetta il coraggio, dovrà presto cominciare a riflettere.
SALVATORE GRASSO - 9 AGOSTO 2013.

INCREDIBILE!!!

Parolin: «Sul celibato dei preti si può discutere». In un'intervista al quotidiano venezuelano El Universal il neo Segretario di Stato vaticano apre alla possibilità di una discussione: «Il celibato non è un dogma ma una tradizione ecclesiastica», afferma, «si può parlare, riflettere e approfondire su queste tematiche che non sono articoli di fede e pensare ad alcune modifiche, ma sempre al servizio dell’unità della Chiesa e tutto nella volontà di Dio»

martedì 10 settembre 2013

A PROPOSITO DEL CASO BERLUSCONI

"Dalla vetta non si va in nessun posto, si può solo scendere."
       Mauro Corona

giovedì 15 agosto 2013

LETTERA A PAPA FRANCESCO DOPO LA GMG

CHE SIA STATO UN AVVENIMENTO ENTUSIASMANTE NESSUNO LO PUO' NEGARE.BASTA ANCHE SOLO PENSARE A QUANTE ORE DI TELEVISIONE VI SONO STATE DEDICATE.ERA IMPOSSIBILE NON PARTECIPARVI ANCHE A DISTANZA.E POI UN PAPA COSI' NESSUNO SE LO ASPETTAVA.EPPURE C'E' QUALCUNO CHE HA QUALCOSA DA DIRE AL PAPA PERCHE' QUESTA GMG DOVEVA E POTEVA ESSERE UN ULTERIORE SEGNALE DI QUALE STRADA STA INTRAPRENDENDO LA CHIESA CON IL SUO POPOLO.ECCO DI SEGUITO UNA LETTERA DI UN SACERDOTE SUDAMERICANO CHE HA VISTO UNA GMG UN PO' DIVERSA.
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Caro Papa Francesco, Pace e bene! Ti scrivo oggi, lunedì 29 di luglio 2013 in cui la Chiesa fa la memoria di Santa Marta, e tu sei tornato a Santa Marta, in Vaticano. Vorrei aiutarti in una riflessione sulla Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro 2013, che è appena terminata. E’ stata una settimana di grazia, di incontri, di evangelizzazione, di preghiera, di sacrifici, perfino di silenzi e contemplazione. Di tutto questo vogliamo ringraziare il Signore, datore di tutti i beni. Voglio anche ringraziare te, che hai salvato la GMG con i tuoi messaggi, evitando che la settimana fosse uno show della fede. Dico questo perché i cristiani più impegnati e attenti sono stanchi di assistere ai vari show della fede – tanto cattolici come evangelici – che passano in tv. E qui mi permetto di accennare ai lati d’ombra della GMG. - I nostri vescovi hanno subappaltato la GMG ai movimenti ecclesiali (rinnovamento dello spirito con i padri cantautori, neocatecumenali…) che, rispondendo a un tempo caratterizzato dal pentecostalismo (e dall’era dell’acquario?), sono rampanti, pieni di entusiasmo. Essi, in tempo di globalizzazione, dove l’omissione dei governi porta al fai-da-te, mostrano che molto si può fare collocando piena fiducia in Gesù Cristo e riunendosi (pur senza unirsi). Così essi trasmettono gioia e speranza. E “convertono”. Ma i movimenti non sono tutta la Chiesa cattolica brasiliana. - Con il monopolio dei movimenti, abbiamo avuto una GMG che ha fatto di Rio un no-logo, uno spazio neutro. La settimana poteva essere trasferita senza ritocchi in qualsiasi altra metropoli. C’è stata, sì, l’accoglienza calorosa, e poi il mare, il Corcovado, la favela, ma del popolo brasiliano non c’era traccia. Qual è la realtà sociale, che coinvolge la gioventù brasiliana? Nell’intervista per la Globo, tu stesso ti sei scusato dicendo che non sapevi perché i giovani brasiliani stanno da un mese e mezzo protestando, in tutte le città. Non c’è stata la presenza delle culture di cui il Brasile è un crogiolo. Non ci sono stati momenti per una presenza forte di indios, afro-brasileiros, donne (così importanti per il Brasile), nuovi immigrati… Anche le espressioni artistiche del Brasile sono state ignorate. Era tutto secondo la mega-cultura post-moderna, come evento mondiale globalizzato. - La chiesa tradizionale e la religiosità popolare – caratteristiche della realtà brasiliana – sono state presenti solo nella devozione affettuosa a Maria (nb. l’adorazione al Santissimo in Brasile è stata introdotta col progetto di romanizzazione). Certi canti popolari – passati e recenti – avrebbero “incendiato” i tre milioni di giovani (p.e. Jesus Cristo eu estou aqui di Roberto Carlos e Erasmo C). Sappiamo infatti che i canti pentecostali sono individuali-e-di-massa, ma non di comunità. - Anche più grave è stata l’esclusione della chiesa profetica brasiliana. A partire dalla fine degli anni sessanta, c’è stata una primavera della Chiesa in Brasile e nell’America Latina: l’opzione per i poveri, le Comunità Ecclesiali di Base (CEBs) e la teologia della liberazione, considerate una pentecoste. Adesso pentecoste sono i movimenti carismatici. Eppure, i vescovi in Aparecida, nella V Conferenza Latinoamericana hanno rilanciato le CEBs e i documenti più recenti della CNBB parlano di urgenze come: fare della parrocchia una comunità di comunità, e impegnarsi nella difesa della vita (impegno socio-politico). L’esclusione della chiesa profetica è stata un retrocesso politico per nulla evangelico. - Mi fermo qui senza entrare nei temi dell’ecumenismo e della propria strategia dei “mega eventi”, come questo, che possono essere provvidenziali ma anche nutrire illusioni. Francesco, ho perfino pensato che quando tu eri serio, forse lo eri non a motivo della stanchezza ma della perplessità. Non voglio dire che tu fosti strumentalizzato, non permetteresti mai. In te sono evidenti l’immediatezza, la sincerità, la semplicità creativa dei gesti e delle parole… Ma – voglio essere sincero, non irritarti della mia impertinenza – la tua sensibilità sociale arriva alla solidarietà della carità e alla proposta di promozione umana. C’è anche la denuncia contro la dittatura del denaro. Ma non trovo messaggi sul cambiamento delle strutture di peccato. Dirai che segui la spiritualità francescana (e lucana) di rivoluzionare senza volere lo scontro; ma non puoi dimenticare la spiritualità martiriale (e giovannea) in situazione di grave conflitto e ingiustizia. Tutto questo ho voluto scriverti per tolgliermi un peso dalla coscienza. Chiedi tanto di pregare per te e prometto che lo farò. Il Signore ti benedica e ti protegga. Memento. Arnaldo De Vidi, presbitero Manaus, agosto 2013

E I DIVORZIATI/SEPARATI?

RICEVO DA UN AMICO CHE HA ASCOLTATO LE PAROLE DI PAPA FRANCESCO DI RITORNO DALLA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU' E CHE NUTRE UNA PROFONDA...speranza di una vita felice in Dio anche se separato/divorziato…
Anche durante la Gmg ha parlato spesso di misericordia. C’è la possibilità che cambi la disciplina per i divorziati e risposati che ora sono esclusi dalla comunione e dai sacramenti?
 «È un tema che torna sempre. Credo che questo sia il tempo della misericordia, che sia l’occasione, il kairòs della misericordia. In questo cambio d'epoca nel quale ci sono tanti problemi anche nella Chiesa, anche a causa delle testimonianze non buone di alcuni preti. Il clericalismo ha lasciato tanti feriti e bisogna andare a curare questi feriti con la misericordia. La Chiesa è mamma, e nella Chiesa si deve trovare misericordia per tutti. E i feriti non solo bisogna aspettarli, ma bisogna andarli a trovare. Credo sia il tempo della misericordia, come aveva intuito Giovanni Paolo II che ha istituito la festa della Divina Misericordia. I divorziati possono fare la comunione, sono i divorziati in seconda unione che non possono. Bisogna guardare al tema nella totalità della pastorale matrimoniale. Apro una parentesi: gli ortodossi ad esempio seguono la teologia dell'economia e permettono una seconda unione. Quando si riunirà il gruppo degli otto cardinali, l’1, 2 e 3 ottobre, tratteremo come andare avanti nella pastorale matrimoniale. Siamo in un cammino per una pastorale matrimoniale più profonda. Il mio predecessore a Buenos Aires, il cardinale Quarracino diceva sempre: per me la metà dei matrimoni sono nulli, perché si sposano senza sapere che è per sempre, perché lo fanno per convenienza sociale, eccetera. Anche il tema della nullità va studiato».

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