lunedì 6 aprile 2026

Occhi di Pasqua

Klaus Hemmerle (1929-1994), vescovo di Aachen (Aquisgrana, Germania), teologo e filosofo che ha dato, con la sua particolare impronta, un importante contributo per l’approfondimento dottrinale del carisma dell’unità, attraverso queste parole ci inserisce in quello che è il mistero della Pasqua e della Resurrezione di Cristo, invitandoci ad immergerci con pienezza in questo momento ed avere uno sguardo nuovo.

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Io auguro a noi occhi di Pasqua
capaci di guardare
nella morte fino alla vita,
nella colpa fino al perdono,
nella divisione fino all’unità,
nella piaga fino allo splendore,
nell’uomo fino a Dio,
in Dio fino all’uomo,
nell’io fino al tu.
E insieme a questo, tutta la forza della Pasqua!

(Pasqua 1993) 

Klaus Hemmerle

domenica 5 aprile 2026

Auguri di Buona Pasqua dalla Comunità di Sant'Egidio

 

sabato 4 aprile 2026

BUONA PASQUA


Sant'Agostino nella Città di Dio scrive : " Tre sono le cose incredibili e tuttavia avvenute : è incredibile che Cristo sia resuscitato nella sua carne, è incredibile che il mondo abbia creduto ad una cosa tanto incredibile, è incredibile che pochi uomini, sconosciuti, inermi, senza cultura, abbiano potuto far credere con tanto successo al mondo, e in esso anche ai dotti, una cosa tanto incredibile! " Eppure questa notizia fuori dal comune e da ogni logica del pensiero umano continua a interpellare il mondo, i popoli, gli uomini tutti.

Il mattino di Pasqua l’Amore di Dio ha compiuto il più grande miracolo distruggendo per sempre il potere del male e della morte.
Ha compiuto il miracolo nel corpo di Gesù che, dopo tre giorni di sepolcro, era vivente e risorto; lo ha compiuto nel cuore di Maria Maddalena facendola risorgere dalla tristezza ad una speranza che ella non conosceva e che la riempiva di gioia incontenibile.
È con questa gioia che Maria corre ad annunciare a Pietro e agli altri apostoli: «È risorto Cristo, mia speranza!». Il Cristo morto è risorto, coinvolge anche noi ad essere con Lui artefici di una storia sempre nuova.

AUGURI DI BUONA PASQUA A TUTTI E SOPRATTUTTO PERCHE' OGNUNO POSSA FAR RIVIVERE LA PRESENZA AMOREVOLE DEL RISORTO IN SE' E IN TUTTI COLORO CHE OGNI GIORNO ACCOSTA!

giovedì 2 aprile 2026

«Resta con noi, perché si fa sera» (Lc 24,29). Parola di Vita - Aprile 2026

 


La strada che va verso il villaggio di Emmaus ci racconta un cammino percorso da due discepoli di Gesù. Delusi dai sogni, dai progetti, dai momenti forti delle giornate che avevano trascorso con il Maestro, essi tornavano a casa per riprendere la vita che avevano lasciato, quella prima dell’incontro con lui. Erano trascorsi appena tre giorni dalla sua crocifissione, la delusione, la paura e i dubbi regnavano tra i suoi seguaci.  

Si allontanavano da Gerusalemme, dal sogno irrealizzato, prendendo le distanze da Cristo e dal suo messaggio, “tristi” perché avevano in qualche modo già preso la decisione di abbandonare il progetto per il quale lo avevano seguito. 

È la storia di tutti noi quando ci smarriamo davanti a situazioni che ci pongono di scegliere davanti ai tanti bivi e crediamo spesso che la soluzione di tornare indietro, di rinunciare, di rassegnarci sia l’unica risposta al nostro malessere.

«A chi di noi l’albergo di Emmaus non è familiare? Chi non ha camminato su questa strada una sera che tutto pareva perduto? Il Cristo era morto in noi… Non esisteva più nessun Gesù sulla terra». 

«Resta con noi, perché si fa sera».

Durante il cammino uno sconosciuto si unisce ai due mostrandosi ignaro delle vicende appena trascorse. Inizia a porre domande precise, che fanno venir fuori tutta l’amarezza e lo sconforto. Dapprima li ascolta e poi egli inizia a spiegare le Scritture: è tutto un dialogo, un incontro che lascia il segno, tanto è vero che, anche se ancora non hanno riconosciuto Gesù, lo pregano di fermarsi con loro perché si fa sera. 

È questa forse una fra le preghiere più belle che troviamo nei Vangeli. È la prima preghiera che dai discepoli sale al Risorto ed è commovente questo invito che tutti possiamo rivolgergli perché Lui rimanga con noi e fra noi.  

Gli occhi dei due discepoli si apriranno allo spezzar del pane e la gioia di averlo finalmente riconosciuto li spingerà a tornare a Gerusalemme per annunciare ai loro amici questa resurrezione avvenuta.

«Resta con noi, perché si fa sera».

«Forse niente spiega meglio l’esperienza che noi focolarine abbiamo fatto fin dall’inizio, di vivere con Gesù in mezzo a noi, quanto queste parole, — scrive Chiara Lubich.

Gesù è sempre Gesù e anche se è solo spiritualmente presente, quando lo è, spiega le Scritture, e arde nel petto la sua carità: la vita. Fa dire con infinita nostalgia, quando lo si è conosciuto: “Resta con noi, Signore, perché si fa sera”: senza di Te è notte nera (…)».  

La notte è simbolo delle tenebre, dell’incognito, della mancanza di quella luce che non riusciamo a trovare perché non crediamo nella Sua presenza che continua ad accompagnarci, sempre. 

La notte è quella che avvolge il nostro pianeta, ferito e violentato da lotte fratricide, da guerre che continuano a essere organizzate per la brama di potere e di denaro.

La notte è quella che vivono milioni di persone che non hanno più voce per gridare le ingiustizie e le sopraffazioni.

E noi, come possiamo renderci conto della presenza di Gesù, che non sempre si manifesta secondo le nostre attese? Come capire che lui cammina con noi e cerca di farci riconoscere i segni della sua presenza? E soprattutto come creare le condizioni perché egli si manifesti e rimanga con noi? 

Sono domande alle quali forse non sappiamo sempre dare una risposta ma che ci sollecitano a non tralasciare la ricerca di Gesù, a concentrare il nostro sguardo verso un compagno di viaggio che spesso non vediamo, a riconoscere Colui che può farsi presente se si vive tra noi l’amore scambievole. 

La strada di Emmaus è simbolo di tutte le nostre strade, è la strada dell’incontro con il Signore, è la strada che ci ridona la gioia del cuore, ci riporta verso la comunità per testimoniare insieme che Cristo è risorto.

A cura di Patrizia Mazzola e del team della Parola di Vita

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